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Ora la riforma è legge “Archiviato falso egualitarismo del ’68″

Ora la riforma è legge “Archiviato falso egualitarismo del ’68″

Il Senato ha approvato in via definitiva la riforma dell’università: 161 i voti a favore. Tra le novità introdotte: più meritocrazia, trasparenza dei conti e lotta al nepotismo. Il ministro: “Sono disponibile a incontrare gli studenti per apportare miglioramenti”. Napolitano: “Ascolto gli studenti, ma nessuna opinione”
Gasparri: le violenze non hanno fermato la riforma “L’approvazione della riforma dell’università rappresenta un passaggio fondamentale della legislatura, dell’azione del governo Berlusconi e della maggioranza di centrodestra. Le contestazioni a tratti caratterizzate da episodi di grave violenza non hanno interrotto il processo riformatore. Il fatto che poi le contestazioni degli ultimi giorni abbiano visto prevalere comportamenti pacifici è un ulteriore merito di chi non ha voluto interrompere un’azione di modernizzazione delle nostre strutture universitarie. Stop alle baronie, garanzie del diritto allo studio, riqualificazione complessiva dei nostri atenei sono gli obiettivi che la riforma si prefigge. Affermeremo la validità di questi contenuti superando la disinformazione che altri hanno alimentato. L’opposizione nel dibattito parlamentare ha potuto esprimere con ampi spazi le proprie ragioni, ma la maggioranza ha portato al voto finale questo importante provvedimento prima di Natale come promesso al ministro Gelmini. Voglio ringraziare tutti i parlamentari del centrodestra ed il gruppo che presiedo per la prova di coesione e di unità che hanno offerto. Il gruppo Pdl al Senato ancora una volta si conferma la punta avanzata del nostro movimento politico e la garanzia di ulteriori successi. Dopo l’approvazione della legge di stabilità e la fiducia al governo Berlusconi, con l’approvazione di questa riforma abbiamo la conferma della possibilità di un percorso lungo e positivo per un’area di centrodestra che ci auguriamo si possa presto ricomporre con l’unità di tutte le forze moderate alternative alla sinistra”. Lo dichiara il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.
MELONI: Nella preparazione della riforma universitaria gli studenti sono stati ascoltati
“La riforma dell’Universita’ va avanti da due anni, non abbiamo mai impresso accelerazioni o impedito il dialogo e in questo periodo ci sono stati tavoli al Ministero dell’istruzione, ai quali ho partecipato anch’io, nei quali abbiamo cercato di raccogliere le istanze del movimento studentesco. E infatti ci sono, nel ddl Gelmini, cose che mettono al centro proprio i ragazzi”. Lo ha affermato il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, intervenendo a una videochat sul sito on line del Tg1.
“A me che credo molto alla partecipazione giovanile piacerebbe molto poter parlare nelle universita’, se qualcuno mi chiamasse andrei volentieri. Li incontrerei adesso se me lo chiedessero”. Il ministro ha detto di non capire esattamente su cosa non siano d’accordo gli studenti, e ha insistito sul fatto che “non e’ vero che si siano tagliati miliardi all’universita’: “il taglio e’ solo del 3 per cento” ha assicurato. Meloni ha quindi accennato all’atteggiamento dell’opposizione sulla riforma: “la sinistra difende lo status quo. E’ vero che l’opposizione fa il suo mestiere, ma su questioni come questa si poteva tentare di uscire dalla contrapposizione. Puo’ essere che la nostra ricetta non sia la migliore, ma nessuno ne ha proposta una alternativa. Non ne vedo, in giro vedo solo slogan. Il governo deve dare risposte a tutti gli studenti, che sono un milione e 700 mila e non solo ai 3.000 che oggi erano in piazza”. Il nostro ministro ha commentato la richiesta degli studenti alla Cgil di indire uno sciopero generale: “I ragazzi dovrebbero chiedere alla Cgil qualcos’altro, ad esempio una maggiore attenzione per quella parte della societa’ che ha minori garanzie. In Italia ci sono banche che hanno nello statuto come priorita’ l’assunzione per i figli dei dipendenti, e questo con l’avallo dei sindacati. Per fortuna Susanna Camusso ha detto che cio’ non e’ piu’ accettabile”. “C’e’ una parte del movimento studentesco molto ideologizzata e una parte che invece racconta di un disagio reale, dovuto alla realta’ difficile. Il governo deve ascoltare questi ragazzi quando vogliono fare proposte. Uguaglianza e meritocrazia, tutti sulla stessa linea di partenza occorre scardinare i meccanismi di privilegio e di potere consolidato: su questo proviamo a costruire un’alleanza generazionale”.
GELMINI: Con l’approvazione della riforma universitaria cominicia una nuova stagione

“Disponibile a incontrare gli studenti” La Gelmini: “Da parte mia c’è ora la massima disponibilità a correggere quel testo per migliorarlo” quando verranno redatti i decreti delegati. “Alla ripresa, dopo la pausa natalizia – anticipa – incontrerò gli studenti per discutere sui decreti attuativi della riforma, ma fin da subito dico loro che non devono avere paura di un provvedimento che non destabilizza e non privatizza l’università”. “Questo Paese – prosegue Gelmini parlando con i cronisti a Palazzo Madama – può reggere la sfida della competizione mondiale solo se avrà la forza di modificare le regole. Serve più autonomia, più responsabilità e più concorrenza. Il mio augurio è che si possa costruire un’università migliore e si possa così superare il triste fenomeno della fuga dei cervelli”. “La fase attuativa – conclude il ministro – è la più importante. Troppe leggi restano lettera morta: sarà quella la fase in cui si potrà eventualmente intervenire ancora per migliorare il testo”.

Meritocrazia e selezione Più responsabilità per consigli di amministrazione. Direttori generali come manager. Via le facoltà inutili e maggiori finanziamenti agli atenei virtuosi. Abilitazione nazionale per diventare docente di ruolo. Giro di vite sui nepotismi accademici. Incentivi per i ricercatori italiani che vogliono tornare ad operare in Italia. Il Senato ha dato oggi il definitivo via libera al disegno di legge che cambia il sistema universitario italiano, la ’riforma Gelminì in questi mesi fortemente contestata da molti studenti e da parte del mondo accademico. Il testo si è sempre più ampliato nel corso delle prime due revisioni a palazzo Madama e alla Camera, sino a costituire l’attuale conformazione di 25 articoli complessivi. I punti introdotti dalla riforma cambiano non poco l’assetto attuale dei 66 atenei italiani. Ad iniziare dai rinnovati Cda: avranno maggiori responsabilità su assunzioni e spese, anche delle sedi distaccate, ma anche più rappresentanze di privati (40%) in modo da garantire una valutazione oggettiva e imparziale; ricercatori a tempo (massimo 6 anni); valutazioni dei docenti con obbligo di relazione triennale; professori ordinari in cattedra non oltre i 70 anni; nuove modalità dei concorsi con rappresentanza minima dei commissari interni e commissioni di abilitazione nazionale, con presenza anche di prof stranieri. Il ddl prevede poi la fusione o la federazione degli atenei (massimo 12 facoltà ciascuno) con meno iscritti o settori di attività simili, e meno finanziamenti a quelli che non produrranno qualità (a valutare saranno anche gli studenti). Ma anche direttori generali che diventeranno veri e propri manager dell’ateneo. I bilanci, inoltre, dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Spariscono le borse post-dottorali.

Caccia aperta ai baroni Tra le novità contenute nella riforma dell’università che incideranno su lezioni e rapporto con gli iscritti, c’è la prevista certificazione per i professori delle attività didattiche, di ricerca e di gestione: viene fissata in 1.500 ore annue complessive, di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e assistenza agli studenti. Diventerà poi più difficile diventare docenti ordinari, poiché la riforma introduce l’abilitazione nazionale: potranno accedervi solo un terzo degli aventi diritto. Tra gli emendamenti più significativi approvati prima del voto alla Camera figura la riduzione del mandato massimo dei rettori, da sedici a sei anni; il superamento del blocco degli scatti stipendiali solo per i migliori ricercatori e professori; il salto nel ruolo della docenza di 1.500 ricercatori l’anno tra il 2011 ed il 2013. Nel ddl previsto anche un giro di vite sui nepotismi accademici, attraverso l’impossibilità di avere parentele fino al quarto grado, per partecipare ai concorsi, con professori appartenenti al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata, oltre che il rettore, il direttore generale o un consigliere d’amministrazione dell’ateneo. Introdotti degli incentivi per consentire ai ricercatori italiani che hanno svolto un dottorato all’estero di poter tornare ad operare in Italia. Limite al 5%, infine, degli organici di ruolo per la stipula di contratti di docenza e ricerca con esperti esterni a titolo gratuito. Quanto a futuri altri cambiamenti alla riforma, la maggioranza ha tenuto ferma la linea di possibili correzioni con un intervento del Governo e il ministro Gelmini ha annunciato possibili modifiche con un emendamento al decreto milleproroghe

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Pullman per la manifestazione di Vicenza

Pullman per la manifestazione di Vicenza

Destra Veneta organizza più autobus per la grande manifestazione del Popolo della Libertà a Vicenza di sabato 11 dicembre. Si parte alle ore 14,30 da Padova stadio Plebiscito. PER PRENOTARE GRATUITAMENTE chiamate al 049 78004991.
Sabato 11 dicembre alle ore 16 al Teatro Nuovo di Vicenza MANIFESTAZIONE REGIONALE con tutti i quadri e gli eletti del Popolo della Libertà del Veneto, i componenti del Governo e delle giunte per in…contrare iscritti, simpatizzanti e cittadini, nell’ambito dell’iniziativa “Conferma il tuo “SI” al nostro Governo”, iniziativa volta a chiarire e divulgare quanto fatto fin qui dal Governo Berlusconi e quanto da realizzare. E’ necessario il massimo impegno per garantire una massiccia presenza alla manifestazione.
2. Domenica 12 dicembre è previsto l’allestimento di GAZEBO NELLE PIAZZE di tutti i comuni maggiori del Veneto, in cui i cittadini potranno firmare per confermare il “SI” al nostro Governo. Anche in questo caso è necessario il vostro impegno per la migliore riuscita dei gazebo. Se il 14 dicembre non avremo una forte e consistente fiducia e ci sarà impedito di continuare a governare, useremo queste iniziative nella prossima campagna elettorale. Saranno un esempio della “moralità del fare” che è il marchio distintivo a partire da domani, 4 dicembre, in tutta Italia, saranno quindi organizzati dai militanti del Pdl incontri pubblici, gazebo, manifestazioni e una raccolta di firme a sostegno del Governo

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“Chi non vota la sfiducia a Berlusconi è fuori dal Fli”. Fini, Granata e quello strano concetto di democrazia interna.

“Chi non vota la sfiducia a Berlusconi è fuori dal Fli”. Fini, Granata e quello strano concetto di democrazia interna.

“Parlare di democrazia interna non significa minare la leadership o fare atto di lesa maestà”. Era il 10 settembre del 2009, e Gianfranco Fini – durante il suo intervento alla scuola politica del Pdl, a Gubbio – lanciò l’anatema che divenne, a suo dire, la questione nodale della sua fuoriuscita dal PdL: la democrazia interna al partito. Certo, chi ha vissuto le esperienze del Msi prima e di An poi, si è fatto subito una grassa risata sentendo proprio Fini fare una battaglia in nome della “democrazia interna”, visto e considerato che all’epoca era vietato fiatare nei confronti del Capo, persino quando faceva proposte politiche in completa antitesi con il dna stesso del Partito e degli elettori, ovviamente senza mai aprire una discussione interna. Ci mancherebbe. Potremmo, poi, citare epurazioni, congressi mai convocati, lo sciogliomento di An deciso in maniera repentina dopo che, sempre Fini, aveva dichiarato in tutte le lingue che “Mai Alleanza Nazionale confluirà nel nuovo partito di Berlusconi”. In questi mesi abbiamo messo in evidenza le palesi contraddizioni del presidente della Camera, sopratutto agli amici che hanno aderito a Futuro e Libertà che, invece, ci accusavano di malafede nei confronti del loro Capo, facendo vanto del loro antiberlusconismo perchè “gestisce il partito come un’azienda, non c’è democrazia interna”. Quante volte li abbiamo sentiti ripetere questa tiritera? Troppe, infatti ci hanno fatto due palle così. Bene. Come era fin troppo semplice prevedere, è bastata qualche settimana, sì, perchè, come tutti sanno, il 14 dicembre ci sarà il voto di fiducia al Governo Berlusconi ed oggi il prode Granata (sì, proprio quello che aveva lasciato il Msi per La Rete di Leoluca Orlando e che adesso parla di coerenza) ha dichiarato che: “Chi si asterrà sulla fiducia si metterebbe subito fuori da Futuro e Libertà”. Capito? Singolare come concetto di democrazia interna, non c’è che dire, forse, più avanti, il presidente Fini ce lo spiegherà o, magari, in nome di questa sua presonalissima interpretazione del concetto di democrazia, un giorno si troverà di fronte qualcuno in dissenso con lui che, puntandogli il dito, gli dirà: “Che fai, mi cacci?”.

Alessandro Nardone

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VISITA DEL PRESIDENTE GASPARRI A PADOVA SABATO 6 NOVEMBRE

VISITA DEL PRESIDENTE GASPARRI A PADOVA SABATO 6 NOVEMBRE

Sabato 6 novembre il Presidente dei Senatori del Pdl Maurizio Gasparri dedicherà una parte della sua visita in Veneto alla nostra Provincia. Alle ore 13 terrà una conferenza stampa alla presenza dei Parlamentari e dei Coordinatori Provinciali, Lorena Milanato e Raffaele Zanon. Saranno presenti anche i coordinatori per la città, on. Filippo Ascierto e on. Giustina Destro. La conferenza stampa si terrà nella sala del Caffè Pedrocchi e permetterà al Presidente Gasparri di illustrare le attività del governo in questa complessa fase. In serata è prevista una cena conviviale presso la Bulesca, via Fogazzaro 2, Rubano, in cui il Presidente Gasparri sarà a disposizione di iscritti, simpatizzanti e della classe dirigente. La quota di partecipazione è di 30 euro. Per prenotazioni chiamare al numero: 339/6380888 entro il 4/11.

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