Pubblicato il 16 marzo 2010.
Immigrazione clandestina: non ci siamo! Al fenomeno dell’immigrazione clandestina è legato anche quello dello sperpero di risorse umane ed economiche.
Il Veneto è infatti sprovvisto di un C.i.e (centro identificazione ed espulsione) e gli agenti di Polizia e i Carabinieri che prestano servizio nella nostra regione vengono tolti dal pattugliamento delle strade per scortare i clandestini nei centri di Gorizia, Bologna, Lecce, Bari, Crotone. Leggi tutto
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Pubblicato il 12 febbraio 2010.
Ho voluto esprimere la mia solidarietà, assieme assessore alla Sicurezza della Provincia di Padova Enrico Pavanetto, al secondo reparto mobile della Polizia di Stato consegnando una targa al primo dirigente della Polizia di Stato e comandante del reparto Sergio Culiersi.
Un gesto di vicinanza e riconoscimento al lavoro svolto dagli agenti e di dura condanna agli episodi di violenza verificatisi a Udine la scorsa domenica in occasione della partita Udinese Napoli in cui, nel tentativo di limitare gli scontri tra ultras Napoli e tifosi di casa, sono rimasti feriti 6 uomini del reparto.
Durante l’incontro sono state affrontate molte tematiche riguardanti la sicurezza fra cui ho proposto di estendere l’attività di controllo del territorio anche agli uomini del reparto mobile. Abbiamo dunque avviato un dialogo per capire come la Regione possa, attraverso strumenti legislativi specifici, contribuire ad estendere ciò che il reparto è già chiamato a svolgere a tutela dell’ordine pubblico. Si tratta di uomini con una specifica professionalità e un’approfondita preparazione e aumentare la loro presenza sulle strade, vicino alla gente, porterebbe un sicuro beneficio al territorio soprattutto in quelle zone in cui vi è una diffusa illegalità. Nei prossimi giorni mi incontrerò in città con il sottosegretario agli Interni Mantovano per sottoporgli la mia proposta e rafforzare la richiesta.
Una proposta condivisa anche da Pavanetto che la porterà al prossimo comitato provinciale per l’ordine pubblico e sicurezza per sottoporla all’attenzione del Prefetto Sodano: “il progetto “Strade sicure” svolto in collaborazione con l’esercito – spiega l’assessore alla sicurezza – ha ottenuto molti consensi e in poco tempo ha dimostrato la sua utilità sgonfiando le polemiche e le critiche che si erano sollevate circa una città militarizzata. La presenza degli uomini del secondo reparto per pattugliare i comuni padovani significa garantire ai cittadini più sicurezza per il loro territorio, ma anche creare un legame di vicinanza fra forze dell’ordine e cittadinanza, base della legalità. Proprio su questa linea abbiamo pensato alla collaborazione fra Provincia e Polizia di Stato per realizzare percorsi di legalità dedicati ai ragazzi”.
Un concetto quello della vicinanza con i cittadini a cui tiene molto anche il comandante Culiersi, arrivato da poco nella città del Santo e insidiatosi alla guida del secondo reparto mobile da gennaio: che ringrazia per l’attestato di solidarietà e si definisce onorato di dirigere il reparto padovano: “Credo molto nel concetto di Polizia di prossimità perché permette di creare quel fondamentale avvicinamento fra forze dell’ordine e sociale che rappresenta la base di fiducia su cui creare cooperazione. Prossimamente saremo impegnati proprio su questo fronte per meglio far conoscere ai cittadini la nostra attività, con una serie di iniziative che vedranno impegnati anche i ragazzi delle Fiamme Oro”.
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Pubblicato il 26 gennaio 2010.
L’ennesimo episodio di violenza sulle donne questa volta si tinge di tinte ancora più fosche e infamanti perchè la vittima è una minorenne: il fatto la dice lunga sulla necessità di aumentare le misure di sicurezza del territorio e di aumentare i controlli sui flussi migratori indesiderati. Troppo spesso questi crimini vengono perpetrati da cittadini rumeni, che ormai hanno il triste primato dei reati più infamanti commessi nel padovano. Presenterò nel corso della manovra di bilancio 2010 una mozione affinchè la Regione si impegni a favorire ogni iniziativa culturale e di prevenzione che contrasti la violenza sulle donne e sui minori. Bisogna incentivare le attività dei consultori e delle
associazioni femminili contro la violenza, ponendo particolare attenzione alla questione delle coppie miste in cui si manifesta una maggiore debolezza della componente femminile, spesso ostacolata nei legittimi percorsi di emancipazione.
Associazioni e consultori devono essere in grado, attraverso l’informazione e la formazione, di prevenire motivi di conflitto che portano a danni irreparabili come nel caso della tragedia verificatasi nel comune padovano.
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Pubblicato il 25 gennaio 2010.
Chiedo l’immediato sgombero del campo di via Basette e di tutti quei campi nomadi abusivi che sono ricettacoli per la criminalità e basi di partenza per la malavita organizzata.
Siamo di fronte ad un campo abusivo e la giunta Zanonato tollerandone la presenza sta di fatto difendendo l’illegalità. Non si possono ignorare in questo modo le richieste di sicurezza dei cittadini. I fatti di questi giorni dimostrano che la paura di chi vive in via Basette è giustificata, se Zanonato avesse accolto le istanze di cittadini, commercianti e presidente di quartiere fatti come quelli accaduti domenica potevano essere evitati.
La tolleranza di un campo nomadi abusivo la dice lunga sulla filosofia della giunta di centrosinistra che ancora una volta nel nome di una falsa integrazione mette in secondo piano le esigenze di legalità dei Padovani.
Ciò che propongo da tempo è una rigorosa regolamentazione dei campi Rom istituendo anche per i nomadi l’obbligo del permesso di soggiorno, per arginare l’invasione proveniente dall’Est europeo.
Per far questo ho proposto un progetto di legge che prevede una serie di regole che dovranno essere osservate dalle comunità nomadi che intendono usufruire delle aree comunali: presentare richiesta di sosta al comune interessato esibendo validi documenti di identità, versare una cauzione che verrà restituita al termine dell’utilizzo dell’area, contribuire alle spese per l’erogazione di acqua corrente potabile ed energia elettrica, registrare la presenza dei minori soggetti all’obbligo scolastico, rispettare le norme di igiene e pubblica sicurezza.
Le Amministrazioni locali devono farsi carico della gestione dei campi nomadi e dello sgombero di quelle aree che sono state oggetto di attività criminose, che vanno bloccate sul nascere adottando una linea decisa e meno tollerante.
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