Padova 4 novembre- Come sono solito fare ogni anno ho partecipato anche questa mattina alla Festa dell’unità nazionale e delle forze armate svoltasi a Padova e non ho potuto fare a meno di notare, come molti dei presenti, le inspiegabili assenze degli esponenti della Lega Nord.
Non so se si tratti di un’epidemia influenzale, ma mi sembra che ogni qualvolta si parli di unità d’Italia la Lega faccia fatica a calarsi nei panni di un partito di governo.
L’unità della nostra nazione è un bene da non mettere in discussione. Per questo trovo davvero strani questi atteggiamenti e assai più strana è la diffidenza della classe dirigente politica leghista a convivere con i nostri simboli istituzionali. Dal tricolore, all’inno fino alle celebrazioni del 4 novembre la Lega fa notare la propria difficoltà ad interpretare quelli che dovrebbero essere valori condivisi.
Ci si può forse dimenticare della storia del fiume Piave? Un corso d’acqua che scorre a nord, nel cuore di quel Veneto di cui la Lega vuole la presidenza. Un mio prozio, che porta il mio stesso cognome, si è immolato sul Piave assieme a tanti altri uomini provenienti da ogni parte della Penisola per l’unità e l’indipendenza nazionale. Per chi ha un ruolo di rappresentanza nelle istituzioni è un dovere celebrare il 4 novembre proprio per rendere onore al contributo non disgiunto che questi uomini hanno dato alla loro patria.


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