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Referendum Lombardo-Veneto:il si all’autonomia non fa rima con secessione

Da sempre sono stato in prima linea per ancorare la Destra politica alle sacrosante rivendicazioni dei veneti. Sono convinto che, in questo particolare momento storico,  sia utile affrontare la “questione settentrionale”, perché essa sta assumendo il valore di  priorità nel quadro del sistema economico e sociale. Sottovalutare, nel dibattito politico, la valenza del referendum che si terrà ad ottobre nel lombardo-veneto potrebbe determinare effetti di ulteriore distacco dal paese reale. Infatti, considerare la consultazione referendaria di portata localistica sarebbe miope, dal momento che saranno chiamati al voto 15 milioni di elettori delle due regioni più ricche e produttive d’Italia; parliamo di circa il 40% del Prodotto interno lordo nazionale e di un residuo fiscale (la differenza tra ciò che un territorio paga di tasse e ciò che riceve in beni e servizi dalla macchina pubblica) di circa 80 miliardi di euro. In questa occasione la Destra deve investire politicamente, al fine di ricostruire un rapporto positivo con il Nord e con i suoi abitanti, condannando ogni forma di assistenzialismo e centralismo, per diventare protagonista di una reale riforma dello stato che sappia interpretare anche le esigenze del Nord. Questa è una partita politica più ampia di quanto possa apparire soprattutto nel dibattito che si sta sviluppando in Veneto, Regione che è ritornata ad essere la locomotiva per il sistema Italia. Alcuni considerano questo referendum inutile e propagandistico, essendo destinato, per la sua natura meramente consultiva e non vincolante, a non produrre alcun effetto concreto sul piano giuridico-costituzionale, perché Lombardia e Veneto avrebbero potuto provare a trattare direttamente con lo Stato, nei limiti e nei modi previsti dall’art. 116 comma III della Costituzione. In verità le due regioni ci hanno anche provato senza mai arrivare al fondo della trattativa con Roma anche per alcuni scandali “epocali” che hanno investito le loro stesse classi dirigenti. In virtù dei cambi di governance e di un accentuato ritorno al centralismo voluto dai governi Monti, Letta e in particolare da Renzi, questo referendum rappresenta uno strumento per riproporre il negoziato con lo Stato, al fine di ottenere maggiori poteri e più risorse, da una posizione di ampio consenso popolare. Per la Destra il dibattito referendario è utile per affrontare i temi nodali come quello dell’economia, del lavoro e della riforma del welfare e aprire un cantiere di proposta istituzionale per una riforma dello Stato e del sistema delle autonomie. Una  proposta di riforma che proponga la revisione dei “corpi intermedi” con abolizione “VERA” delle Province e la modifica di un regionalismo che ha mostrato anche i suoi limiti con una sovrastrutturazione forzata. L’idea di un forte federalismo municipale, fondato sulla piena attuazione del principio di sussidiarietà e di responsabilità degli amministratori locali può essere la chiave di volta per valorizzare le specificità e le identità costituenti il tessuto sociale e culturale (anche perché l’autonomia non è mai stata imposta e deve essere una conquista frutto di lunghi processi riformatori com’è accaduto per molte realtà europee). Dopo il referendum Lombardo-Veneto le opzioni di tipo federalista possono ritrovare priorità e dignità nell’agenda della politica. Le aspirazioni autonomiste dei veneti e dei lombardi, da non confondere con quelle secessioniste, possono attivare il consolidamento di un modello di governo caratterizzato da azioni politiche sempre ispirate alla sussidiarietà, al primato dell’individuo, del capitale umano e del protagonismo dei corpi sociali. In due parole: FEDERALISMO FISCALE. I dati finanziari,  dimostrano Lombardia e Veneto si caratterizzano per la virtuosità della gestione: hanno entrambe i conti in regola nella riduzione del prelievo fiscale non avendo imposto né nuove tasse né altri tipi di balzelli. In poche parole hanno dimostrato di riuscire a fare bene nella sanità ,nel sociale dell’organizzazione del territorio e dell’ambiente. Zaia e Maroni sanno che, trattenendo solo la metà del loro residuo fiscale, raddoppierebbero le loro possibilità di rispondere ai bisogni della gente e del mondo produttivo. Veneto e Lombardia sono pronte ad una nuova governance, in un regime di federalismo fiscale, senza andare a pesare sul bilancio dello Stato né a danneggiare altre Regioni. Il dibattito che si sta svolgendo nell’occasione referendaria permette di accelerare quei processi che l’elettorato, soprattutto al nord, ci chiede. Ecco perchè la Destra non deve rinunciare a rappresentare un forte spirito autonomista accompagnato da una visione organica ed innovativa dello Stato. Raffaele Zanon

 

  

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Un percorso della memoria per quei figli d’Italia che ci chiedono di superare le ideologie

di Raffaele Zanon. La scorsa domenica ho accettato di buon grado l’invito dell’amico Fabio Rampelli a partecipare al ricordo dei nostri Caduti durante tragica stagione degli anni di piombo.

Ci siamo ritrovati con molta semplicità in quella fredda domenica di gennaio al Cimitero Monumentale del Verano di Roma dove giovani, anziani e intere famiglie si sono dati appuntamento per camminare tra i viali e portare un fiore ai tanti “figli d’Italia” che hanno sacrificato la vita per la comunità.

In un susseguirsi di soste simboliche, accompagnarti dalla musica di un semplice violino, tra aforismi e racconti, abbiamo ricordato in un percorso ideale dai martiri del Risorgimento, ai nostri caduti degli anni 70 passando per gli eroi delle guerre moderne senza scordare i caduti nelle trincee della prima guerra mondiale.

Una passeggiata nella memoria in cui i nostri ragazzi, falciati dalla stagione dell’odio, hanno trovato cittadinanza in un contesto più ampio che fa parte di una storia che dovrebbe essere sempre più condivisa.

Un “percorso della memoria” che è iniziato sulla tomba di Goffredo Mameli, martire del risorgimento, patriota e poeta, autore delle parole dell’inno nazionale italiano, morto a ventidue anni in seguito alle ferite riportate nella battaglia durante la difesa della Repubblica Romana.

La commozione ha raggiunto l’apice di fronte al bassorilievo fatto dalla madre di Stefano Recchioni per la tomba del figlio caduto a vent’anni come lo furono Stefano e Virgilio Mattei, Miki Mantakas, Mario Zicchieri, Francesco Ciavatta, Franco Bigonzetti, Angelo Mancia, Paolo di Nella in quell’interminabile scia di sangue che percorse la Capitale e le altre città d’Italia.

L’itinerario rievocativo si è concluso attorno al Sacrario dei caduti della Prima guerra mondiale, opera di Raffaele De Vico, per commemorare anche le vittime, altrettanto dimenticate nelle missioni internazionali. Al termine vi è stata la significativa consegna di un tricolore e di una pergamena con l’inno di Mameli ai presenti più giovani.

Credo che questo sia il modo migliore per commemorare queste giovani vite che spesso sono ricordate ancora con manifestazioni di parte come se la memoria non potesse mai diventare condivisa. Una volta tanto ho assistito con soddisfazione a qualcosa di alternativo rispetto ai consunti rituali funebri fatti per ostentare un saluto, una divisa improbabile o un Presente. Per questo motivo sono ritornato a Padova ancor più convinto sulla necessità di alimentare e documentare la memoria del nostro dopo guerra con lo spirito critico di chi vuole tramandare la storia del sacrificio di quei “cuori Ribelli”. C’è bisogno d’intelligenza e creatività che ci permetta di fare un salto di qualità per eliminare le distinzioni di campo e le ghettizzazioni su chi è morto per un ideale. Chi si è sacrificato, giocandosi la giovinezza in difesa di un valore abbastanza alto, deve meritare il rispetto dell’intera comunità nazionale.

“Amore e coraggio sconfiggono gli anni di piombo.Il sangue vince l’oro. Il tempo è polvere”

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Stalking Bancario: tutelare i non garantiti, salvare gli italiani

di Raffaele Zanon .Quando ho conosciuto Laura Schiavo, padovana come me, ho pensato che non si può stare ancor a guardare. Laura una donna coraggiosa, è rimasta vedova a 41 anni perché suo marito non ce l’ha fatta. Il suo compagno di una vita, Dario Casotto, non ce l’ha fatta a subire le continue sollecitazioni dell’agenzia di recupero crediti della sua banca e il 13 giugno 2014 si è suicidato. Laura da allora è rimasta sola e vive con due dei tre figli  con i 630 euro della pensione di reversibilità del coniuge.

La storia di Laura è un esempio delle nuove povertà che avanzano in un paese in cui oggi si  scopre, dai  dati diffusi dalla Caritas, che ad esempio nel sud d’Italia il numero di italiani in difficoltà che hanno chiesto aiuto alla Caritas è superiore a quello degli stranieri. Ormai i veri profughi sono gli italiani a casa loro, dimenticati dal Governo Renzi e sempre più impotenti contro le burocrazie che uccidono. Purtroppo alimentare la povertà e la disperazione è proprio quello che vuole il grande capitale per ridurre i salari e i diritti dei lavoratori e grazie al governo di sinistra cresce l’esercito dei non garantiti al quale Laura appartiene.

L’unico aiuto che la signora Schiavo ha ricevuto è arrivato dal deputato di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto, e dal movimento Terra Nostra che l’ha invitata a raccontare la sua storia nel corso del meeting che si è tenuto recentemente a Padova. Le idee nate da quel dibattito a cui hanno partecipato numerosissime associazioni di difesa dei risparmiatori e dei contribuenti, grazie  al lavoro di Diego Petrucci e Walter  Rizzetto ha dato vita  ad una iniziativa di legge per l’inserimento nel nostro ordinamento del reato di stalking bancario. Una battaglia che darà vita ad una petizione a sostegno della proposta sottoscritta da tutto il Gruppo di Fratelli d’Italia a cui anche Laura Schiavo vuol dare il suo contributo come testimonial.

Si deve agire perché il governo Renzi dimostra di essere troppo vicino ai poteri forti e per i piccoli imprenditori non c’è sufficiente tutela .Ne è la dimostrazione il massiccio ricorso alla rete di associazioni di difesa sociale. Secondo Federico Pennacchioni del Popolo dei Consumatori “ il recupero crediti deve essere messo in atto attraverso una condotta etica che non deve esulare da quanto previsto dalla legge. Le società di recupero crediti effettuano un vero e proprio stalking nei confronti dei debitori: fare trenta, quaranta telefonate al giorno per il recupero di un credito è fuorilegge, chiamare dopo le 20 di sera è fuorilegge, violare una casa privata andando a suonare il campanello, cercando di farsi aprire la porta, per andare a intimare rispetto al recupero è fuorilegge. Molto spesso le stesse lettere di sollecito vengono fatte passar come se fossero un decreto ingiuntivo: non lo sono. Si devono cercare altre vie per aiutare le persone a ritornare, legittimamente, i soldi che devono restituire. In questo momento serve che i cittadini, i piccoli imprenditori, gli artigiani, vengano accompagnati e non certo schiaffeggiati da un sistema bancario che in molti casi si dimostra baro ed assassino.

Per Giorgia Meloni l’iniziativa serve ad  estendere il reato di stalking alle condotte persecutorie e aggressive che vengono messe in atto nei confronti dei cittadini dalle società di recupero crediti che lavorano per conto di banche, società finanziarie e grandi aziende. Renzi ha detto che lui vuole dire basta allo Stato vessatore. Noi gli vogliamo dare una mano e per questo gli chiediamo ufficialmente un appuntamento per discutere di questa proposta. Così vediamo se una volta ogni tanto si può fare una cosa seria per gli italiani”  Parte in questi giorni  una raccolta firme che si concluderà a febbraio a sostegno della proposta di legge che reclama giustizia sociale nei confronti delle vittime affinchè non abbiano a ripetersi storie come quella di Laura.14708204_10154581285067645_1937288752135143455_n

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Equitalia, la chiusura è un inganno: il fisco equo rimane un’illusione

equitalia-copLa chiusura di Equitalia tanto sbandierata dal governo Renzi è un’azione di facciata che complicherà la vita al contribuente e permette alla sinistra di fare  propaganda  in vista del referendum costituzionale del prossimo  4 dicembre.

Un’iniziativa legislativa che rischia di ingarbugliare le procedure di riscossione e mettere in crisi soprattutto i cittadini già ampiamente vessati da una selva  di norme burocratiche che rappresentano tutti i mali della nostra penisola. Di fatto Equitalia non sparisce, cambia solo nome e forma giuridica. Per tutto il resto, il nuovo mostro creato dal governo  continuerà svolgere la sua attività di vessazione con un’altra denominazione: Agenzia delle Entrate-Riscossione.

All’insegna dello stato accentratore e biscazziere con il decreto  legge firmato da Mattarella il governo con un gioco di prestigio elimina Equitalia prevedendo  una specie di finta “Agenzia delle Entrate-Riscossioni” che sarà un  nuovo soggetto a partecipazione  pubblica per consentire trasferimento  dei quasi  8000 dipendenti  di Equitalia attraverso una selezione sui requisiti .

Tra le tante imprecisioni il decreto da origine ad una “sanatoria impropria “, che dovrebbe prevedere la rottamazione delle vecchie cartelle di Equitalia. In realtà il provvedimento dovrebbe comprendere  uno sconto sugli interessi di mora e le sanzioni, ma per quanto riguarda l’imposta da saldare, l’aggio dovuto all’agenzia di riscossione e gli interessi legali, nulla cambia.

Il decreto dispone che, nei prossimi 15 giorni, Equitalia pubblichi sul suo sito le modalità e la modulistica con cui aderire alla sanatoria, entro e non oltre il 23 gennaio 2017. Per i contribuenti che faranno domanda entro questo termine, la cartella “a sconto” arriverà entro il 21 aprile 2017, ma prima l’agenzia di riscossione dovrà fare il ricalcolo della cartella, con le relative rate (massimo quattro) e la scadenza di ciascuna. Il decreto dispone che le prime due rate siano più grandi, pari a un terzo ciascuna, la scadenza della terza rata non potrà superare il 15 dicembre 2017 e l’ultimo pagamento dovrà’ avvenire entro il 15 marzo 2018.Un sistema di calcolo complesso che richiede una laurea in economia ed una in matematica alla faccia della semplificazione burocratica. Quanto alle modalità del ricalcolo, saranno detratte dalle vecchie cartelle sanzioni e interessi di mora (un tempo elevatissimi) ed aggiunti all’importo del debito (multa o tasse), una piccola commissione per la riscossione (aggio), le spese di notifica ed un interesse legale pari allo 0,2% Non è ammesso il pagamento in ritardo pena la decadenza dell’agevolazione: chi pagherà meno dell’importo dovuto o in ritardo si vedrà revocare il diritto a pagare la cartella a sconto e quanto versato sino ad allora sarà considerato solo un acconto sul pagamento dell’importo originario.

Alcuni requisiti di incostituzionalità già si intravedono nella norma in quanto  per accedere alla cosiddetta sanatoria, se  hai in corso una rateazione, dovresti essere in regola con le rate da ottobre a dicembre e  se invece non hai mai avuto a che fare con il fisco puoi accedere alla sanatoria direttamente. Un principio di equità che non sta in piedi e che sembra una presa in giro per chi si era impegnato nella rateizzazione.

Se il provvedimento doveva rappresentare una semplificazione per il contribuente ciò  non avviene; se il decreto  doveva rispondere a quanto previsto dalla Carta costituzionale a proposito della progressività fiscale neppure questo si realizza; se la finta riforma doveva creare una terzietà per giudici tributari si è persa anche quest’ occasione. Il fisco equo rimane una chimera e l’imposizione ragionevole se l’è portata via l’ennesimo incantesimo di Renzi : la tanto odiata agenzia di riscossione credito non chiude come aveva promesso, ma cambia solo nome e continuerà a succhiare il sangue ai cittadini come ha sempre fatto.

Fronte del Contribuente   [email protected]

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23,24,25 settembre a Padova con Terra Nostra:il nuovo che avanza

locandina-tagliataA Padova il 23,24,25 settembre nel Parco Cavalleggeri protagonisti della tre giorni le idee,le associazioni,i comitati,gli amministratori,la cultura e la musica

Chi ha idee e produce azione si  faccia avanti: ”Terra Nostra” il Meeting 2016 che si tiene a Padova dal 23 al 24 settembre nel Parco Cavalleggeri diventa un  momento di incontro e discussione per le associazioni  e gli amministratori per imparare ad ascoltarci .L’iniziativa nasce con l’intento di  ridisegnare una comunità capace di valorizzare le  intelligenze per dare ossigeno alla politica spenta.

Siamo stanchi di vedere i soliti scontati ed accorati appelli sull’ unità del centrodestra riproposti nella recente kermesse di Parisi a Milano. Un argomentare che non ci  appassiona più fino a quando non avremo la capacità di avviare una seria  fase costituente per una Destra plurale in grado di riorganizzare quelle forze che da sole hanno dimostrato di non andare da nessuna parte. I Comitati di Terra Nostra promossi da Giorgia Meloni e coordinati da Walter Rizzetto e Diego Petrucci rappresentano una novità per chi crede nella possibilità di riprendere la lunga marcia.

Nei fatti e con le azioni i comitati dimostrano di essere la novità nello scenario della destra politica. Una realtà che comincia a crescere nel territorio pur tra mille difficoltà, privilegiando i temi sociali ed evitando di scimmiottare i partiti tradizionali.

Le iniziative coinvolgenti condotte  nel mondo dell’Associazionismo in difesa dei risparmiatori truffati dalle banche sono la prova che i comitati funzionano e fanno aggregazione. Terra Nostra, inoltre, registra costantemente l’adesione di  tanti amministratori civici orfani di partito e soprattutto privi di un riferimento formativo senza il quale è difficile amministrare la cosa pubblica. Un progetto capace di coinvolgere  blocchi sociali che ancora ci stanno a guardare:dai ceti produttivi, alle partite IVA, dal Terzo settore all’associazionismo in difesa dei diritti, dai giovani in cerca di un ruolo sociale alle donne con idee e coraggio.

Terra Nostra nasce proprio dalla necessità di aggregare il nuovo alimentando il confronto sulla necessità di ricostruire quella Destra politica è sociale  che va rigenerata  scommettendo sulle potenzialità  di quanti in quest’area politica sono capaci di porsi interrogativi, senza certezze dogmatiche, senza pregiudizi, con l’ansia di costruire analisi serie e confronto vero.

Mai come ora serve una Destra politica autenticamente movimentista. Una federazione di  anime diverse che sappiano confrontarsi  e creare sintesi. I leader  passano, i movimenti restano se hanno idee che aggregano  e vengano costruiti con percorsi fatti di  formazione sociale e politica. Il futuro centrodestra  ha bisogno di una Destra vera  che rifiuti per sempre concezioni  padronali che hanno portato la coalizione ad essere svenduta per interessi  personali e di bottega .Con Terra Nostra a Padova vogliamo agitare idee  ed intelligenze con una nuova strategia mediatica che valorizzi ogni buona idea caratterizzata dall’iniziativa sociale.In definitiva una Destra che privilegiando l’azione a tutela dei diritti degli Italiani non si ritrovi solo per commemorare e commiserarsi. Vi aspettiamo a Padova dal 23 al 25 settembre a Terra Nostra.

Cultura, famiglia, economia, politica, battaglia referendaria per il No, ma anche libri, spettacolo, musica: una tre giorni a Padova per connettere mondi diversi su una certa idea dell’Italia. Ecco il programma di “Terra Nostra”:

Venerdi 23 Settembre
Ore 17.30
Apertura della festa On. W. Rizzetto, On.Ignazio La Russa, E.Cappellini,  E.Turlon, F.Lollobrigida
Ore 18.00
Aperitivo letterario “Putin vita di uno zar” con G. Sangiuliano, F. Franceschi, Console Russia modera Giuliana Lucca
Ore 19.00
Interventi sul  referendum “Le ragioni del NO”
Matteo Cavatton, Daiana Diaferio, Marco Fioravanti, Filippo Giacinti, Nicola Lodi, Nicoletta Magro, Mariella Mazzetto, Bobo Miatello, Eleonora Mosco, Maria Teresa Nolli, Andrea Ostellari, Fabio Scoccimarro, EnricoTurrin, Gianluca Piva, Cristina Smanio, Andrea Recaldin e altri amministratori Presiede Marina Buffoni.
Ore 20.00
Faccia a faccia Referendum costituzionale “Le ragioni del NO e le ragioni del SI”
On. Fabio Rampelli e On. Alessandro Zan
Ore 21.00
Tavola rotonda “Il declino economico dell’Italia. Quale futuro per la ripresa? 
On. Guido Crosetto, Prof. Antonio Rinaldi, Sen. Maurizio Castro,Roberto Marcato, Elena Donazzan,  Presiede On. Walter Rizzetto
Ore 22.00 Spettacolo musicale “Bacchiglione Beat”

Sabato 24settembre
Ore 10.30
Interventi delle associazioni impegnate nella difesa dei diritti della persona, dell’ambiente, del consumatore e del risparmiatore con dibattito “Difesa sociale e diritti. Chi difende il cittadino?” Diego Petrucci, Federico Pennacchioni, Tiziana D’Andrea, Letizia Giorgianni, Giorgio Vannozzi, Laura Schiavo, Francesco Torselli, Don Enrico Torta, Marina Buffoni. Introduce Salvatore Scalia e modera Raffaele Zanon.
Ore 12.30
Aperitivo letterario-artistico con i regista Angelo Antonucci,Antonello Bellucco  interventi Sen. Franco Mugnai, Elena Cappellini con degustazione prodotti tipici.
Ore 16.00
Palco progetto “La politica dei territori per ricostruire l’Italia”: interventi degli amministratori degli enti locali sulle buone pratiche a favore del cittadino Sindaco Arquata, Gianluca Piva, Luca De Carlo,Davide Dellonti, Lucia Borgonzoni, Marco Fioravanti,  Marco Mastacchi, Ciro Maschio,  Francesca Delmastro, Alice Andreoni, Petra De Zanet, Maurizio Nerini, Sonia Avolio, Francesco Pio Colosi, Davide Acampora, Maurizio Saia, Federica Pietrogrande, Federica Nobilio,

Ore 19.00
Reportage “Gli occhi della guerra” di Gian Micalessin con Shors Surme e Marco Valle.
Ore 20.00
AMAtriciana in segno di solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma in centro Italia e  degustazione prodotti tipici e anteprima del film “Rosso Istria” Alessandro Centenaro.
Ore 21.00
Spettacolo cabaret con Andrea Magini, l’uomo dei Record.

Domenica 25 settembre
Ore 10.00
dibattito “Il volto della violenza e i diritti delle vittime” Apertura lavori del Sindaco Massimo Bitonci intervengono Federica Pagani Raccagni, Francesco Sicignano, Romina Vianello, Gianni Tonelli, Michele Dressadore, Angelo Antonucci,  Chiara Giannini, Elisabetta Aldrovandi, On. Achille Totaro, Gianfranco Volpin. Modera Andrea Romiti

Ore 12.00
Tavola rotonda “#riscriviAmo l’ITALIA video  collegamento  con Giorgia Meloni: illustrazione documenti ed interventi finali con On. W.Rizzetto, D.Petrucci G.Donzelli, R.Zanon,  A.Bertoglio.
Ore 13.00
Degustazione prodotti tipici
DURANTE LA TRE GIORNI SARANNO IN FUNZIONE STAND LIBRARI,  CINEMATOGRAFICI, ASSOCIATIVI, ENOTECA, BIRRERIA E GASTRONOMIA.

Sono stati invitati: Angelo Antonucci, Davide Acampora, Alessandro Amorese, Viviana Beccalossi, Sergio Berlato, Angelo Bertoglio, Annamaria Bernini, Fausto Biloslavo, Claudio Brachino,  Massimo Bitonci, Claudio Borghi, Lucia Borgonzoni, Marina Buffoni, Elena Cappellini, Maurizio Castro, Alessandro Centenaro, Edmondo Cirielli, Guido Crosetto, Cesare Damiano, Tiziana D’Andrea, Luca De Carlo, Davide Dell’Onti, Andrea Del Mastro, Francesca Del Mastro,Petra De Zanet, Elena Donazzan, Giovanni Donzelli, Michele Dressadore, Carlo Fidanza, Tommaso Foti, Agostino Ghiglia,  Mariaelena La Banca, Pietro Laffranco, Ignazio La Russa, Stefano Lecca,Francesco Lollobrigida,Francesco Macri,Valeria Mantovan, Ciro Maschio, Roberto Marcato, Giovanni Mauro, Alessandro Meluzzi, Gian Micalessin, Eleonora Mosco, Franco Mugnai, Federica Nobilio, Andrea Ostellari, Eligio Paties Montagne, Federico Pennacchioni, Diego Petrucci, Gianluca Piva, Federica Pagani Raccagni,Lucas Pavanetto, Fabio Rampelli, Isabella Rauti, Antonio Rinaldi, Maurizio Saia, Fabio Scoccimarro, Laura Schiavo, Francesco Sicignano, Marco Silvestroni, Soragni Angelo, Shors Surme,Raffaele Speranzon, Gianni Tonelli,  Giovanni Toti, Achille Totaro, Torselli Francesco,Elvio Turlon, Marco Valle, Giorgio Vannozzi, Romina Vianello,Gianfranco Volpin,Gabriele Zanon, Raffaele Zanon,  e tante associazioni.

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Intervista a Veneziani:a Roma il centrodestra non esiste più

13062844_10209482700408341_1231672637_o«Il centrodestra per come lo abbiamo conosciuto è finito, e non da oggi». Marcello Veneziani, saggista, giornalista, studioso della destra italiana, non sembra sorpreso dalle ultime vicende romane. Il passo indietro del candidato sindaco Guido Bertolaso, il sostegno di Forza Italia ad Alfio Marchini e la definitiva rottura del Cavaliere con l’asse Salvini-Meloni. «Da qualche tempo – continua – Silvio Berlusconi non ha un progetto politico. Ormai segue solo le sue premure aziendali e gli interessi del gruppo che ha intorno».

Nel 1993, alle amministrative di Roma, nasceva il centrodestra italiano. Oggi, nella stessa partita, quella pagina si chiude per sempre?

Quel centrodestra è definitivamente tramontato. Nato con Silvio Berlusconi, non esiste più. Si tratta solo di prenderne atto. Da anni Berlusconi persegue una linea che non ha nulla di politico. Segue solo un percorso personale, le premure delle sue aziende e del gruppo che ha intorno. Ma sono anche finiti tutti i protagonisti di quel centrodestra, da Fini a Bossi. Ripeto, si tratta di prenderne atto. La vicenda romana ha solo ratificato questa evidenza.

Guido Bertolaso costretto a un passo indietro. Paga le ultime gaffe o dietro questa decisione c’è un preciso disegno?

Il suo passo indietro era nell’aria da alcuni giorni. Si cercava solo il momento giusto per renderlo pubblico. Berlusconi si è reso conto che il suo candidato era troppo giù nei sondaggi ed era scivolato in troppe dichiarazioni temerarie. Ma già una recente intervista di Alfio Marchini, un vero e proprio peana al Cavaliere, aveva anticipato l’esito della vicenda.Marchini parte da un 10 per cento di consenso personale. Quella è l’unica certezza. Sul sostegno degli elettori di Forza Italia sarei molto cauto. Almeno metà di quei voti potrebbe convergere su Giorgia Meloni

Adesso Marchini può vincere le elezioni e diventare sindaco di Roma?

In partenza è molto difficile. Per quanto possa risalire nei sondaggi, vedo complicato un suo arrivo al ballottaggio. Certo, Marchini parte da un 10 per cento di consenso personale. Quella è l’unica certezza. Sul sostegno degli elettori di Forza Italia sarei molto cauto. Almeno metà di quei voti potrebbe convergere su Giorgia Meloni. Non è una sorpresa: da una prospettiva nazionale la candidatura di Alfio Marchini è molto più vicina al renzismo che all’elettorato di centrodestra.

Ha ragione Giorgia Meloni quando lascia intendere che la giravolta di Forza Italia anticipa un’intesa tra Berlusconi e Renzi?

È un po’ la prova generale. Ma non credo che Berlusconi abbia un progetto politico. Sta dismettendo le sue aziende, Forza Italia con queste. Il Milan va ai cinesi e Roma a Marchini. Parlano di un fronte moderato. Ma anche queste parole paludate – moderati – non dicono nulla. La Meloni può arrivare al ballottaggio: ha un suo seguito popolare, una certa efficacia mediatica, richiama quella destra che a Roma è sempre stata radicata.

E Giorgia Meloni?

Tra i candidati del centrodestra di un tempo è quella che ha più possibilità di arrivare al ballottaggio. Ha un suo seguito popolare, una certa efficacia mediatica, richiama quella destra che a Roma è sempre stata radicata. La candidatura di Giorgia Meloni almeno rispecchia una proposta politica: segna la fine della leadership di Berlusconi e la nascita di un nuovo soggetto, insieme a Matteo Salvini, vicino alle destre populiste europee e più distante da quella palude centrista che in Italia è rappresentata da Angelino Alfano. La difficoltà, secondo me, sarà tradurre questo progetto politico in una proposta amministrativa….

di Marco Sarti – Linkiesta

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