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Referendum Lombardo-Veneto:il si all’autonomia non fa rima con secessione

Da sempre sono stato in prima linea per ancorare la Destra politica alle sacrosante rivendicazioni dei veneti. Sono convinto che, in questo particolare momento storico,  sia utile affrontare la “questione settentrionale”, perché essa sta assumendo il valore di  priorità nel quadro del sistema economico e sociale. Sottovalutare, nel dibattito politico, la valenza del referendum che si terrà ad ottobre nel lombardo-veneto potrebbe determinare effetti di ulteriore distacco dal paese reale. Infatti, considerare la consultazione referendaria di portata localistica sarebbe miope, dal momento che saranno chiamati al voto 15 milioni di elettori delle due regioni più ricche e produttive d’Italia; parliamo di circa il 40% del Prodotto interno lordo nazionale e di un residuo fiscale (la differenza tra ciò che un territorio paga di tasse e ciò che riceve in beni e servizi dalla macchina pubblica) di circa 80 miliardi di euro. In questa occasione la Destra deve investire politicamente, al fine di ricostruire un rapporto positivo con il Nord e con i suoi abitanti, condannando ogni forma di assistenzialismo e centralismo, per diventare protagonista di una reale riforma dello stato che sappia interpretare anche le esigenze del Nord. Questa è una partita politica più ampia di quanto possa apparire soprattutto nel dibattito che si sta sviluppando in Veneto, Regione che è ritornata ad essere la locomotiva per il sistema Italia. Alcuni considerano questo referendum inutile e propagandistico, essendo destinato, per la sua natura meramente consultiva e non vincolante, a non produrre alcun effetto concreto sul piano giuridico-costituzionale, perché Lombardia e Veneto avrebbero potuto provare a trattare direttamente con lo Stato, nei limiti e nei modi previsti dall’art. 116 comma III della Costituzione. In verità le due regioni ci hanno anche provato senza mai arrivare al fondo della trattativa con Roma anche per alcuni scandali “epocali” che hanno investito le loro stesse classi dirigenti. In virtù dei cambi di governance e di un accentuato ritorno al centralismo voluto dai governi Monti, Letta e in particolare da Renzi, questo referendum rappresenta uno strumento per riproporre il negoziato con lo Stato, al fine di ottenere maggiori poteri e più risorse, da una posizione di ampio consenso popolare. Per la Destra il dibattito referendario è utile per affrontare i temi nodali come quello dell’economia, del lavoro e della riforma del welfare e aprire un cantiere di proposta istituzionale per una riforma dello Stato e del sistema delle autonomie. Una  proposta di riforma che proponga la revisione dei “corpi intermedi” con abolizione “VERA” delle Province e la modifica di un regionalismo che ha mostrato anche i suoi limiti con una sovrastrutturazione forzata. L’idea di un forte federalismo municipale, fondato sulla piena attuazione del principio di sussidiarietà e di responsabilità degli amministratori locali può essere la chiave di volta per valorizzare le specificità e le identità costituenti il tessuto sociale e culturale (anche perché l’autonomia non è mai stata imposta e deve essere una conquista frutto di lunghi processi riformatori com’è accaduto per molte realtà europee). Dopo il referendum Lombardo-Veneto le opzioni di tipo federalista possono ritrovare priorità e dignità nell’agenda della politica. Le aspirazioni autonomiste dei veneti e dei lombardi, da non confondere con quelle secessioniste, possono attivare il consolidamento di un modello di governo caratterizzato da azioni politiche sempre ispirate alla sussidiarietà, al primato dell’individuo, del capitale umano e del protagonismo dei corpi sociali. In due parole: FEDERALISMO FISCALE. I dati finanziari,  dimostrano Lombardia e Veneto si caratterizzano per la virtuosità della gestione: hanno entrambe i conti in regola nella riduzione del prelievo fiscale non avendo imposto né nuove tasse né altri tipi di balzelli. In poche parole hanno dimostrato di riuscire a fare bene nella sanità ,nel sociale dell’organizzazione del territorio e dell’ambiente. Zaia e Maroni sanno che, trattenendo solo la metà del loro residuo fiscale, raddoppierebbero le loro possibilità di rispondere ai bisogni della gente e del mondo produttivo. Veneto e Lombardia sono pronte ad una nuova governance, in un regime di federalismo fiscale, senza andare a pesare sul bilancio dello Stato né a danneggiare altre Regioni. Il dibattito che si sta svolgendo nell’occasione referendaria permette di accelerare quei processi che l’elettorato, soprattutto al nord, ci chiede. Ecco perchè la Destra non deve rinunciare a rappresentare un forte spirito autonomista accompagnato da una visione organica ed innovativa dello Stato. Raffaele Zanon

 

  

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Marcinelle 8 agosto:quando gli Italiani avevano meno diritti dei profughi

gwhIn occasione del 58°anniversario della Tragedia di Marcinelle, il coordinatore di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Raffaele Zanon, chiederà formalmente all’Amministrazione Comunale di Padova assieme alla Presidente dell’Associazione Padovani nel MondoAnil Celio che venga dedicata una piazza o una via cittadina ai Martiri del lavoro di Marcinelle.

“Dobbiamo anzitutto rendere omaggio alla memoria dei nostri “Martiri del lavoro di Marcinelle” che, proprio l’8 agosto di cinquantotto anni fa, persero la vita nella miniera di Bois du Cazier”, ha detto l’esponente di FdI-An. “Il loro sacrificio è stato, è e sarà sempre, d’esempio a tutte le generazioni venete e italiane. È per questo che ritengo doveroso invitare tutti gli amministratori della Provincia di Padova ad intitolare una piazza o un via ai “Martiri del lavoro di Marcinelle”. L’ 8 agosto è la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo-prosegue Zanon-a testimonianza di una doverosa attenzione del nei confronti degli emigrati. Il disastro della miniera di carbone ‘Bois du Cazier’, avvenuto nel 1956, è un drammatico evento che costrinse l’Italia a prendere atto della tristissima situazione in cui si trovarono a vivere molti suoi figli, costretti a cercare lavoro all’estero per sopravvivere e divenuti veri e propri ‘oggetti di scambio’ perché all’Italia fossero garantiti determinati quantitativi di carbone.Nello scoppio che imprigionò i lavoratori nei cunicoli della miniera della regione dell’Hainault perirono anche cinque veneti.Il loro sacrificio rimane a simbolo delle traversie e delle tante sofferenze patite da più di 1.500.000 veneti che dalla fine dell’800, sino agli Settanta, sono dovuti emigrare in terra straniera sopportando umiliazioni di ogni tipo. E’ tempo che le Istituzioni facciano conoscere ai giovani questa storia di emigrazione e di difficile integrazione dei nostri concittadini in altri Paesi e culture, e testimonino in modo attivo sentimenti di vicinanza e di solidarietà a tutti coloro che hanno vissuto, direttamente o indirettamente, vicende dolorose come quella di Marcinelle. La data dell’8 agosto -conclude Zanon-deve essere l’occasione per recuperare la nostra identità e il retaggio storico e culturale lasciatoci dai nostri emigranti, in modo da affrontare con adeguato spessore i temi delle nuove migrazioni che il Veneto continua a registrare dal Sud e dall’Est del mondo”Guido Zoratto Mirko Tremaglia

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Riduzione Irpef: alla fine l’hanno fatta male

Riduzione Irpef: alla fine l’hanno fatta male

Vogliamo pubblicare questo interessante approfondimento scritto da Sandro Brusco sul blog “Noise from Amerika”, seguono i passaggi principali:

In un post pubblicato più di un mese fa ho espresso il timore che la promessa riduzione dell’Irpef potesse rivelarsi pessima dal punto di vista tecnico. Ora che i dettagli della proposta sono stati resi noti, sono costretto a osservare che i timori erano più che fondati. In effetti la Leggi tutto

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Corsi di francese obbligatori per la piccola destra nostrana

th-150di Augusto Grandi .Era la destra più stupida d’Europa. Ora quella francese si è trasformata nel traino di tutto un movimento che, ad Ovest, ha seri problemi di decollo e rischia una clamorosa sconfitta. Certo, il Front National di Marine Le Pen ha poco in comune con i movimenti nazional rivoluzionari dell’Est. Ma, a parte un’interessante intervista di Pravy Sector su Noreporter, per il momento l’incidenza delle attività in Europa dell’Est non incidono sulla realtà dei Paesi dell’Ovest.

La Francia, al contrario, incide eccome. E il Fn fa paura. Tanta paura alla gauche caviar che vota per il nulla Hollande o al centrodestra bollito che preferisce il blabla Sarkozy. Non c’è alcu dubbio sul fatto che Marine Le Pen abbia annacquato, e non poco, le posizioni del padre Jean Marie. Ma il Mussolini del 22 era più annacquato di quello del 19. Perché l’obiettivo è la vittoria, poi si discute. Primum vivere deinde philosophari. Prima vincere, parafrasando il motto latino, e il Fn sta vincendo. E se Marine non è tanto “pura”, il vecchio leone non è ancora morto e Marion Le Pen sta crescendo sulla sua scia, non su quella di Marine. Dimostrando, tra l’altro, che dove esistono cervello e cuore è persino possibile creare dinastie politiche di successo.Ed allora diventa opportuno organizzare degli stage di francese per i pessimi politici italiani del centrodestra e della destra. Quelli che hanno paura della propria ombra, quelli che si accodano al politicamente corretto, quelli che si fanno dettare la linea dai media della parte avversa. Quelli che non sanno ringiovanire i quadri anche se, al posto di un vecchio leone come Jean Marie, hanno vecchi cialtroni imbolsiti ad occupare le sedie. Cuore e cervello, generosità ed intelligenza. Tutto ciò che manca in Italia.

La farsa delle candidature per le elezioni regionali in Piemonte, la squallida vicenda della lite da comari all’interno dei vertici di Forzitalia. Elettori con nostalgie monarchiche che invocano la successione di sangue tra Berlu ed uno qualunque dei suoi figli. Ma Piersilvio non ci sta, perché si sente più utile a guidare le sue tv dove può parcheggiare figli e parenti vari degli ex leader del Pci e dintorni. E Marina (quella italiana, non Le Pen) non può perché è più utile in Mondadori dove può lanciare autori che sputano su suo padre, sulla sua politica e pure sulla sua azienda.

Cuore e cervello. Non si comprano al mercato, e anche se così fosse la destra italiana rinuncerebbe all’acquisto. Perché costa. Così come costano giornali, tv, radio. Meglio rinunciare a tutto, meglio limitarsi al web, gratuito e con collaboratori non pagati o sottopagati. Non infastidire il manovratore. Non infastidire nessuno. Per poi indignarsi con gli elettori se, ad ogni appuntamento con il voto, disertano le urne o scelgono Grillo. A Parigi, ordunque, tutti a Parigi a scuola dalla famiglia Le Pen. da Destra.it

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A Padova primarie col botto:si riaccende la fiamma.

1932407_427161100747187_1246043406_nUno dei risultati più evidenti delle primarie è sicuramente la voglia di partecipazione dei tanti padovani che hanno condiviso lo spirito dell’iniziativa  organizzata da Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale .Oltre 3000cittadini tra Padova e provincia hanno scelto direttamente “leader, grandi elettori e simbolo del Movimento,”.A Padova 1336 votanti hanno indicato in apposita scheda i temi prioritari e caratterizzanti nel programma del futuro Sindaco di Padova .In 2 giorni circa  40 volontari si sono alternati ai 5 gazebo ed ai banchetti organizzati nel centro cittadino e nei quartieri più popolosi della città per dare sostanza ad un iniziativa all’insegna del coinvolgimento. Mentre i maggiori partiti politici continuano a discutere al proprio interno secondo vecchie e superate logiche  Fratelli d’Italia-An ha scelto la strada della parecipazione diretta per ascoltare il cittadino e richiedere al potenziale  elettore quali sono le priorità tematiche per costruire un programma elettorale che sia realmente interprete delle ansie di cambiamento del popolo del centrodestra. E’ comunque interessante leggere i risultati perchè ai gazebo non si sono presentati esclusivamente aderenti o simpatizzanti di Fratelli d’Italia ma la partecipazione ha visto protagonisti anche iscritti a Forza Italia, votanti della Lega e di altri movimenti che si dicono alternativi alla sinistra.Gli elettori hanno dato precise indicazioni per indicare a FDI-AN il comportamento da assumere in vista delle amministrative in città:

  •        Il52%(695voti)propone di concorrere a una coalizione di centrodestra con candidato nuovo della società civile
  •        Il 7% (96 voti)   propone di concorrere a una coalizione di  Liste Civiche con candidato nuovo della società civile
  •        Il 7%(94 voti)  propone di sostenere con propria lista un candidato condiviso con Forza Italia 
  •        Il 3%(40voti)     propone di sostenere con propria lista il candidato espressione NCD di Alfano (Saia)
  •       Il 21%(281 voti) propone di concorrere con lista Fratelli d’Italia – AN e proprio candidato a Sindaco 
  •       Il 9%/120  voti) propone di sostenere con propria lista il candidato  della Lega Nord (Bitonci)

Per quanto riguarda le votazioni sulle primarie tematiche l’argomento della sicurezza è stato quello sicuramente più gettonato visti anche gli ultimi avvenimenti in città :un maggiore utilizzo nella della polizia locale per aumentare i controlli nei quartieri e stato la sollecitazione più votata oltre al tema legato alla insicurezza generata dalla presenza dei campi nomadi in città.Per quanto riguarda la famiglia e il welfare i cittadini hanno posto l’accento sulla priorità da dare ai padovani  all’ accesso dei servizi e alla  casa. Sul tema del lavoro e delle attività produttive l’attenzione degli interpellati si è soffermata sulla necessaria rivitalizzazione del centro storico legata alla tutela del piccolo commercio e delle  attività artigianali e tradizionali .Si avverte la critica per lo svuotamento del centro storico a favore della grande distribuzione .Per quanto riguarda il turismo e l’Università si è messa in evidenza la mancanza di collaborazione che esiste tra mondo universitario e città soprattutto per la creazione di nuove opportunità lavorative. Un accento è stato posto sulla necessità di valorizzare maggiormente il turismo religioso ma anche le qualità enogastronomiche del nostro territorio .Per quanto riguarda la sanità e l’ambiente attenzione ovviamente alla realizzazione del nuovo ospedale garantendo tempi certi e metodi trasparenti ma non è mancata sottolineatura sull’ambiente  con  la questione legata all’assetto idrogeologico rappresentato dal rischio alluvioni in alcune aree della città.

SEGUE ELENCO DEI 42 GRANDI ELETTORI PIU VOTATI CHE ANDRANNO AL CONGRESSO NAZIONALE

1 ALLEVA TITO
2 BERTIN ANTONELLO
3 BERTIN SILVIA
4 BERTON BEATRICE
5 BIANCO PAOLA
6 BIASIN FEDERICO
7 BISSARDELLA RITA
8 BUFFONI MARINA
9 CASSINI MARCO
10 CAVINATO EZIO
11 DALLA MONTA’ MATTEO
12 DARGENIO ORFEO
13 DE FRANCESCHI PAOLO
14 DESTRO MARCO
15 DRAGO PAOLO
16 DUSE FILIPPO
17 FACCIN STEFANO
18 FRISON RENATO
19 FULGA ROXANA
20 GARDELLIN TIZIANO
21 GORI CLAUDIO
22 GULISANO CONSOLAZIONE
23 KOPIJ ZANIN NICOLA
24 LABORAGINE MARIA ROSA
25 LOVISCEK ALEXANDER
26 MAGRO ENRICO
27 MANFRIN LUCA
28 MICHELOTTO MANUEL
29 MINGUZZI BARBARA
30 PAVANETTO ENRICO
31 PEZZOLO MATTIA
32 PITTARELLO ROBERTA
33 PULGA FILIPPO
34 RONCOLATO DANIELE
35 RUVOLO PIERPAOLO
36 SARTORI FRANCO
37 SILVESTRI SONIA
38 TURLON ELVIO
39 ZABAIONE SAVINO
40 ZANON GABRIELE
41 ZANON RAFFAELE
42 ZAVATTIERO FULVIO

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Il 22 e 23 febbraio a Padova le primarie del centrodestra tra la gente senza autobus e senza tram

piazza frutta fdiNon staremo a guardare i giochi personalistici che tentano di accreditare  un candidato alternativo ad Ivo Rossi con accordi tra pochi intimi –ha sostenuto Raffaele Zanon nel Coordinamento Cittadino di Fratelli d’Italia-AN -riteniamo che invece vadano ascoltati direttamente gli elettori con il metodo delle primarie che abbiamo indetto il 22 e il 23 febbraio c.a. Vogliamo stare ad ascoltare i cittadini padovani  senza autobus e senza  tram per condividere un progetto che affronti assieme al tema della sicurezza i molti altri problemi della città e delle periferie. Gia da sabato 15 e domenica 16  febbraio FDI-AN sarà nelle piazze e nei quartieri con i suoi gazebo per proporre ai cittadini 2 petizioni popolari sul tema siocurezza “Siamo contrarissimi all’abolizione del reato di clandestinità e l’introduzione di ogni forma di indulto anche mascherata- sostiene l’Assessore Enrico Pavanetto-ed è per questo che FDI ha avviato sul territorio una raccolta firme, sia contro l’abolizione di tale reato, sia contro l’amnistia/indulto contenuta nello “svuota carceri”.Sono convinto -aggiunge l’esponente di Fratelli d’Italia- che per dare voce al popolo del centrodestra a Padova lo si debba innanzitutto ascoltare attraverso un iniziativa partecipata come le primarie tematiche per definire un programma attorno a un candidato che unisca e non divida.” Una iniziativa che consenta ai cittadini di partecipare direttamente alle scelte politiche senza nomi calati dall’alto magari frutto di logiche romane” “A differenza di altri -ha sostenutoPaolo De Franceschi di Officina per l’Italia-Padova –siamo  contrari alle autocandidature o a nomi scelti in qualche segreteria di partito. E’l’ora di finirla con la politica della salvaguardia degli orticelli personali  o delle autocandidature-ha sostenuto De Franceschi- noi avviamo il 22/23 febbraio una consultazione vera tra la gente condividendo il percorso di diverse realtà civiche che già stanno collaborando per la scrittura di un manifesto politico e programmatico con il quale ci presenteremo all’elettorato di centrodestra  con un preciso programma e candidati nuovi.

 

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