Intervista: verso una Destra moderna e movimentista

Raffaele Zanon, protagonista da sempre della destra Padovana, soddisfatto dei risultati delle ultime elezioni?

Direi di si perchè abbiamo raddoppiato i consensi consentendo alla Destra Politica di Giorgia Meloni  di  portare il centrodestra a primeggiare sia in Veneto che a livello Nazionale vincendo le elezioni. Il risultato di Padova, con l’elezione del padovano Adolfo Urso al Senato,  con il migliore incremento d’italia, ci riempie di orgoglio per il progetto politico che stiamo costruendo  aprendo il movimento ai corpi sociali e alle tante intelligenze del territorio. Soddisfazione anche per il dato di Padova città dove abbiamo raddoppiato i voti rispetto alle comunali: al Senato FDI : con 4.558 voti – 4,42% alla Camera FDI :con 4.629 voti 4,22% (alle politiche 2013 1,4%,regionali2014 1,34%,). In Provincia di Padova confermato egualmente il raddoppio al Senato FDI con 20.934 voti 4,2% e alla Camera FDI :con 22.154 voti 4,1%”.Vanno evidenziati i risultati di Agna al 9,63% (192),Arquà Petrarca 7,07%(83), Bagnoli 5,74%(117), Masi 5,73%850), Cartura 5,59%(160), Albignasego 5,67%(885), Merlara 5,61%(92).

Lei non è stato eletto per pochi voti .Cosa non ha funzionato?

La mia elezione non è riuscita, nonostante un buona messe di voti, perché la percentuale di FDI a livello nazionale ha influito sul risultato dei collegi plurinominali. In questa occasione il voto al sud ci ha penalizzato. Essere un militante di Destra, per me significa da sempre, mettersi al servizio della propria Comunità  e di un progetto politico e sociale indipendentemente dal ruolo che si ricopre o che si ha l’ambizione di ricoprire. Sono comunque  soddisfatto  per l’esito elettorale, perché cresce la pattuglia parlamentare di Fratelli d’Italia in Veneto triplicando i voti del 2013. L’avanzata della Destra Politica nella nostra Regione ci permette di passare da zero a quattro parlamentari: oltre ad Adolfo Urso di Padova Stefano Bertacco e Ciro Maschio a Verona, Cristina Caretta di Vicenza. L’unico vero rammarico è che il quinto parlamentare Luca De Carlo di Belluno per un ricalcolo a favore del sud non ce l’ha fatta. 

Quali prospettive intravede per la Destra Politica?

Dopo questa tornata elettorale  alcune cose sono più chiare e riscontrabili . Il risultato di Fdi dimostra che attualmente Giorgia Meloni è  l’unico leader della nuova Destra che si è conquistato un rappresentatività a suon di consenso e di scelte coraggiose. Ogni altra opzione si è dimostrata assolutamente velleitaria e in grado di determinare alcunché, se non dispendio di tempo ed energie, per chi non ha capito che il tempo dei vecchi linguaggi e degli “intruppati” è tramontato. Fratelli d’Italia rimane l’unico movimento consolidato nello scenario della destra politica. Una realtà che comincia a crescere nel territorio pur tra mille difficoltà, e non è possibile pensare ad altre invenzioni se non ad un suo allargamento o cambio di passo verso qualcos’altro tutto da costruire senza veti ed aut aut. È  il momento di un salto di qualità per offrire un progetto capace di coinvolgere blocchi sociali che ancora ci stanno a guardare: dai ceti produttivi alle partite Iva, dal terzo settore all’associazionismo in difesa dei diritti, dai giovani in cerca di un ruolo sociale alle donne con idee e coraggio.

Cosa manca nell’attuale scenario politico ed elettorale se non una Destra Nazionale e Sociale radicata e per questo spendibile e credibile?

Cominciamo a lavorare per ciò che manca di più che per una sigla elettorale o un simbolo che diventa valore aggiunto solo se c’è sostanza. Basta col riproporre gli errori del passato in una riedizione in sedicesimo di Alleanza Nazionale. Un partito che si è liquefatto proprio perché gli organi centrali erano diventati una farsa al servizio di un uomo solo. Serve una forza politica autenticamente movimentista. Una federazione di anime diverse che sappiano confrontarsi e creare sintesi. I leader passano, i movimenti restano se hanno idee che aggregano e vengano costruiti con percorsi politici fatti di formazione sociale e politica. Il futuro centrodestra ha bisogno di una Destra vera che rifiuti per sempre concezioni padronali che hanno portato la coalizione ad essere indebolita per interessi personali e di bottega. Tatarella ci ha insegnato che occorre passare dalla testimonianza della storia alla produzione di nuova storia. Aveva capito che per la Destra uscita dal “purgatorio” della prima Repubblica era venuto il tempo di colmare i fossati dell’ideologia, delle memorie della guerra civile, delle identità politiche irrigidite. Gli stessi fossati che avevano isolato la Destra dal resto della comunità politica italiana. Dobbiamo agitare idee ed intelligenze con una nuova strategia mediatica che valorizzi ogni buona iniziativa privilegiando ciò che veramente unisce nell’azione sociale. In definitiva una Destra che non si ritrovi solo per commemorare e commiserarsi o peggio per fare testimonianza a suon di slogan.

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