Il cortocircuito di Monti: “Fino a quando sopportare?”

Il governo Monti si specchia nel naufragio dell’Europa tecnocratica, ne è in qualche modo emblema. Una circostanza sempre più evidente con il trascorrere dei giorni e con il precipitare della crisi che investe l’Eurozona. La sensazione tangibile è che si sia raggiunta, forse valicata, la fase di stallo, con la prospettiva della crescita – la cosiddetta fase 2 – intrappolata in un libro dei sogni dopo la massacrante ricetta tasse, lacrime e sangue imposta agli italiani. “Fino a quando sopportare?”. E’ la domanda posta dal presidente dei senatori del Pdl Mauzio Gasparri, che osserva: “Il governo non si occupa di debito pubblico e mostra imperizia su troppe cose. Venendo da percorsi politici solidi – spiega – non partecipo alla gara a chi la spara più grossa, la più facile. Pur non sposando l’estremismo ed evitando bizzarrie mi chiedo come e perché sostenere un governo in affanno e un’Europa suicida”. ”Forse finirò nel registro dei cattivi aperto a Palazzo Chigi – aggiunge Gasparri – ma la cosa non mi preoccupa. Il problema non è staccare la spina. Ma controllare se la spina è attaccata a una presa che dà energia”.

Ed è questo il punto nodale. Un passaggio politico necessario da affrontare con senso di responsabilità e decisione per il bene del Paese. Un compito che certo non può essere assolto dal mimetismo tattico del Pd, ben rappresentato dalla sagoma di cartone di Bersani, in bilico tra la sbiadita foto di Vasto, il tatticismo ad oltranza, privo di ricette e concrete prospettive, e la capacità di sbagliare ogni previsione una volta esaudita l’ossessione anti-berlusconiana. “A differenza di altri amici – insiste su questo punto Gasparri – credo sia doveroso ricordare che Enrico Letta, D’Alema e altri, dimostrando temerario sprezzo nell’abuso di non eccelse riserve cerebrali, dissero che le dimissioni di Berlusconi avrebbero causato la diminuzione dello spread di cento, trecento, un trilione di punti. Questi campioni di ignoranza e malafede – aggiunge il presidente dei senatori del Pdl – dovrebbero andare a nascondersi”. A partire dalla incapacità di cogliere i segnali di un possibile collasso della Ue e dalla vitale necessità di un’inversione di tendenza rispetto alla ricetta proposta o, meglio, imposta dalla Germania di Angela Merkel. “L’Europa è al disastro – dice ancora Gasparri -. Lo ammettono anche gli eurocrati finti illuministi veri ottusi che quel disastro hanno causato. Monti critica la Merkel per le stesse ragioni, tardivamente colte, che aveva espresso Berlusconi. Forse – conclude – i toni sono più contenuti, ma la sostanza è la stessa. Allora chi ha torto e chi ha ragione?”.
da Destra.it

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