La paura del nero, i rossi e il Mar Giallo.di Marcello Veneziani

Uuuuu.
Già li sento soffiare allarmati, per il trionfo di Marine Le Pen alle elezioni francesi. Paura, orrore, fantasmi del pas­sato che tornano…
In realtà Marine Le Pen non è il proble­ma e non è la soluzione, ma è un segnale. Non è il problema perché il suo successo elettorale è un primo livello di risposta al problema dei francesi e degli europei: la svendita della sovranità politica, po­polare e nazionale ai poteri finanziari, transnazionali e tecnocratici, la crisi eco­nomica che si abbatte sulla gente ma eso­nera i suddetti, il mal dell’euro,la dipen­denza dalle banche centrali, la subalter­nità dell’Europa alla Germania. Questi sono i problemi, mica Le Pen.
Certo, Marine Le Pen non è la soluzio­ne, indica il livello d’allarme, la voglia di risposte radicali alla crisi, ma non ha concrete possibilità di governo, non ha potere di coalizione politica con i mode­rati o di alleanza con i poteri che conta­no. Ma è un segnale forte e tutto somma­to utile, da cogliere.
Qualcuno deve dar voce, corpo e cre­dibilità a questa istanza, ma deve darne una versione composta e compatibile con un’alleanza più vasta. Una lezione anche per noi (finora l’ha capita solo Storace, arruolato da Marine).
Mentre suonavano l’allarme rosso a li­vello mondiale per il voto alla Le Pen, nel Mar Giallo Russia e Cina facevano eserci­tazioni militari congiunte. Vi dice nien­te, vi ricorda qualcosa?
Voi pensate alla Marine e i fantasmi nazi del passato remoto, mentre le navi degli eredi del comunismo, di Stalin e di Mao, mandano un segnale rosso, in tutti i sensi.
di Marcello Veneziani

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