ZANON(PDL): SOLIDARIETA’ AL CONSIGLIERE COMUNALE VITTIMA DELLA VIOLENZA COMUNISTA.
Padova 21/04/2011 – Solidarietà incondizionata al consigliere comunale Vittorio Aliprandi destinatario delle solite “attenzioni democratiche” dei centri sociali. Così si esprime il Coordinatore Vicario del Popolo della Libertà Raffaele Zanon: “Aliprandi era già stato processato dai mass-media poi dal Consiglio comunale ed ora qualcuno è passato dalle parole ai fatti. Una vile aggressione che deve far riflettere profondamente tutta la comunità padovana e condurla ad isolare quanti adottano la violenza come metodo di lotta politica”. “L’aggressione di Aliprandi – sostiene Zanon – è frutto di fenomeni di incitamento all’odio e alla violenza che non vanno mai sottovalutati soprattutto in una città come Padova che ha pagato un duro prezzo nella stagione degli anni di piombo. Bisogna isolare i protagonisti di questi atti e coloro che trasmettono messaggi di istigazione all’odio che rischiano di far attecchire la mala pianta dell’intolleranza che non può avere cittadinanza in Veneto. Farò presente al Questore e al Prefetto di Padova – conclude il Dirigente del PdL – che purtroppo simili fatti non sono nuovi e che situazioni del genere non possono essere sottovalutate perché trovano protagonisti i soliti violenti che da troppo tempo si sentono impuniti e non perseguiti dalla giustizia.”


“L’aggressione di Aliprandi – sostiene Zanon – è frutto di fenomeni di incitamento all’odio e alla violenza” Si, quelli dello stesso Aliprandi!
E’ troppo facile dire che bisogna isolare i comunisti dei centri sociali e i comunisti che incitano all’odio, senza però far pulizia in casa propria. Non mi sembra che Alprandi sia stato costretto a dimettersi nemmeno dopo la condanna. Come può un esponente di partito stimato come Lei dire che bisogna isolare “coloro che trasmettono messaggi di istigazione all’odio che rischiano di far attecchire la mala pianta dell’intolleranza” senza al contempo chiedere l’allontanamento di Aliprandi dal partito?
Chi ha commesso atti di violenza nei suoi confronti va punito, come un qualunque altro cittadino che compia lo stesso reato, nè più nè meno. La violenza è sempre da respingere, sia da una parte che dall’altra.