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Strage di Acca Larentia: Assolto Zanon, non ha diffamato Sivori

Strage di Acca Larentia: Assolto Zanon, non ha diffamato Sivori

Acca-Larentia di Marco Valle . Buone notizie da Padova. Questa mattina Raffaele Zanon, storico rappresentante della destra veneta ed esponente di FDI, è stato assolto “perchè il fatto non sussiste” nel processo che lo opponeva al generale dei carabinieri Eduardo Sivori. Si tratta di una sentenza importante per la sua valenza storica e politica, che ci riporta ad uno dei delitti più crudeli degli anni di piombo, la strage di Acca Larentia a Roma.

Quella maledetta notte del 7 gennaio 1978 , dopo l’asssassinio da parte di terroristi rossi (mai identificati, mai arrestati….) di Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta e il fronteggiamento tra forze dell’ordine e militanti missini, un proiettile colpì a morte Stefano Recchioni, un giovane del FdG romano. Uno sparo tutt’oggi “misterioso”, ma rimane il fatto che molti dei presenti videro sparare l’allora capitano dei carabinieri Sivori. Tutti bugiardi, tutti in malafede?

Di certo l’Arma e il ministero degli Interni stesero subito una cortina protettiva attorno al carabiniere. Come raccontò più tardi Cossiga, l’ufficiale fu subito spostato di sede e mandato in una località “coperta”;  nel 1983, cinque anni dopo, Sivori fu prosciolto da ogni accusa ma la notizia fu tenuta a lungo riservata. La morte di Recchioni venne così scandalosamente archiviata.

Nel 2012, Zanon incontrò il Sivori — ormai in pensione e pronto a lanciarsi in politica con uno strambo partituncolo — in una trasmissione televisiva; nel corso del programma Raffaele ricordò al gallonato interlocutore le sue responsabilità nell’assassino di Stefano, abbandonando per protesta gli studi televisivi. Successivamente raccontò l’incontro della vicenda sul suo blog: da qui la querela per diffamazione, la richiesta di un risarcimento esorbitante e il conseguente processo.

Per i giudici però quanto scritto da Zanon sul suo blog — dove l’esponente di FdI rievocava i fatti del 7 gennaio 1978 sottolineando il coinvolgimento di Sivori — è un’opinione e non costituisce appunto diffamazione.

Altro dato importante: l’avvocato Emanuele Fragasso jr. ha basato la sua difesa sulla tesi che il proscioglimento di Sivori, basato sulla non compatibilità dell’arma d’ordinanza, non chiarisce tutti i dubbi sulla morte di Recchioni, caso che resta sempre “aperto”, senza colpevoli, senza giustizia.

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