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Il PDL forza di popolo: non sono partito dei notabili o eletti

Dal congresso costitutivo del Popolo della Libertà ad oggi ancora non si è delineata la struttura organizzativa  del  Partito a livello locale e la fase che stiamo vivendo a livello nazionale non aiuta certo a fare chiarezza e a dare certezze nella periferia.
In  questi  giorni  i coordinamenti provinciali avvertono la manifesta e impellente necessità di  dar  vita ai   coordinamenti  comunali e in questo senso siamo alla vigilia delle nomine tanto attese dal territorio. All’atto di fondazione del nostro Partito, nell’ aprile del 2009,  il primo punto di coesione  interna  fu quello di stabilire  le  percentuali di spazi di  rappresentanza interna ed esterna dei partiti  fondatori e quindi venne  indicata  per Alleanza Nazionale  la quota del 30% e per Forza  Italia (più alleati minori)  quella del 70%.

Io sono sempre stato tra coloro che ha fortemente auspicato che  tale  fase si  concludesse nel minor  tempo possibile al fine di costruire una sola comunità in grado di potersi misurare sulla base del consenso e dell’impegno profuso tra i cittadini e iscritti.
Nelle ultime fasi elettorali, già tale propensione  si  è delineata, tuttavia, gli eletti non sempre dimostrano di rispettare con disciplina le regole comportamentali che una forza organizzata come il nostro Partito richiede .

Ecco perché sono convinto che la imminente nomina dei coordinatori comunali sarà occasione fondamentale per avviare questa indispensabile fase che darà, finalmente, una autorevole rappresentanza del Partito nel territorio.
E’ per questa ragione che ritengo che le percentuali previste all’atto di fondazione abbiano ancora un senso: per garantire in questa fase iniziale il massimo della partecipazione e della aggregazione consentendo l’organica inclusione delle nuove realtà che hanno aderito al Progetto del Popolo della Libertà.
Nasce, quindi , la necessità di stabilire il modo migliore di collaborazione per la crescita del Popolo Della Libertà per poterlo  sottrarre alle  attuali   riserve percentuali. Affronteremo il  Congresso  provinciale nel  modo più aggregante possibile  per  farlo diventare un vero patrimonio di Valori,  Idee, Uomini e Donne la cui sola finalità è  lʼinteresse del  cittadino e della collettività.

Non è più possibile pensare che un gruppo di  eletti negli Enti  locali, per quanto rappresentativi,possa sostituirsi  a  tutto  il  Partito: vi è  invece la necessità che  la  sinergia  tra  tutti   e  lʼorganizzazione  possa  permettere  al PDL di   crescere  ed organizzarsi per  rappresentare un autentica forza popolare nel Veneto.
Il partito che vogliamo costruire non può essere solo il partito degli eletti o quello delle burocrazie che ad essi fanno riferimento. Crediamo in una forza politica  radicata territorialmente ed articolata in cui emerga strutturalmente la centralità degli iscritti e militanti.

Nel costruire i nostri organigrammi dobbiamo tener conto di tanti aderenti che si impegnano nel territorio senza nulla chiedere e che rimangono l’anello di congiunzione popolare aggregando e mobilitando la base.Non possiamo non tenerne conto, soprattutto per evitare il ripetersi del fenomeno del cumulo di incarichi e nomine: un brutto rito  che mina la credibilità di una forza veramente nuova.

9 Risposte per “Il PDL forza di popolo: non sono partito dei notabili o eletti”

  1. ermes siorini scrive:

    Concordo in pieno con quanto da te espresso! soprattutto l’aspetto dei doppi incarichi… e quello di scegliere i coordinatori e qualsiasi altro incarico, sulla base del merito e del modo d’intendere la politica come un dovere civico e non uno strumento per fare altro. Ermes

  2. Antonio scrive:

    1) Pdl, ora è guerra sui coordinatori – 03.07.2010 Il Mattino di Padova, p. 18

    Di guerra in guerra. Il Pdl padovano ora si dà battaglia sulla nomina dei coordinatori comunali. Niente congressi (anche perché il tesseramento, come a Padova, mette i brividi). Né piattaforme politico-territoriali. C’è chi ha «inventato» un metodo per assegnare il governo del partito, Comune per Comune. Invece del democristiano manuale Cencelli, è spuntata la «bilancia delle Regionali». Si sono dati battaglia all’ultima preferenza i candidati delle diverse anime Pdl? I risultati delle urne di marzo valgono per determinare i coordinatori. La “mappa” così diventa… matematica: 38 Comuni al gruppo post-Casarin grazie al successo di Valdo Ruffato; 29 alla galassia galaniana (Fabio Conte, primo dei non eletti); 28 agli amici di Leonardo Padrin; 5 per gli ex An rappresentati in lista da Raffaele Zanon; 4 a Vittoriano Mazzon, storico leader in un lembo di Alta padovana. Ma così gli iscritti, i dirigenti Forza Italia e Alleanza nazionale, gli amministratori locali vengono (una volta di più) espropriati direttamente dal vertice regionale del Pdl che avrebbe già dato via libera all’operazione. Quanto meno scettica appare Lorena Milanato, deputato e coordinatrice provinciale. Più critici i «battitori liberi» di un partito che a mala pena ha sommato i consensi elettorali. Senza dimenticare la componente che fa capo a Marino Zorzato, votata invece alla collezione di poltrone, incarichi e nomine a tutto campo. I finiani Doc, invece, si stanno organizzando con i circoli politici di Generazione Italia al di là della geopolitica del Pdl padovano. La soluzione «mappa delle preferenze», in ogni caso, comporterebbe conseguenze stridenti. A Baone, Padrin si è imposto nelle urne con una sola preferenza in più rispetto a Conte. A San Pietro in Gu, stesso verdetto a beneficio di Ruffato su Mazzon. Due soli voti elettorali assegnerebbero anche i coordinatori comunali Pdl di Barbona (Ruffato ai danni di Conte), Megliadino San Fidenzio (Zanon su Ruffato), Tribano (Ruffato su Conte). Difficile argomentare, al contrario, a Monselice dove Conte ha staccato tutti di quasi 1.000 preferenze. O a Santa Giustina in Colle con Ruffato che trionfa per 902 voti di distacco. E ad Albignasego con Padrin incoronato con un vantaggio di 838 preferenze. A Padova, poi, gli attuali coordinatori (Filippo Ascierto e Giustina Destro) dovrebbero ingoiare il rospo di un Pdl «assegnato» a Padrin. Magari con Alberto Salmaso, Giampiero Avruscio o Roberto Cruciato a dirigere il partito nell’opposizione senza quartiere alla giunta Zanonato. Difficile immaginare che per un simile scenario il resto del Pdl cittadino alzi bandiera bianca.

    2 ) BERLUSCONI: Il PdL e’ nato per sconfiggere le correnti
    06 luglio 2010 ore 23:41

    “Il Pdl e’ nato per sconfiggere la vecchia partitocrazia e la vecchia logica delle correnti da qualunque parte provengano”.

    Lo ha affermato Silvio Berlusconi in una nota al termine della riunione a palazzo Grazioli. Al vertice hanno partecipato solo ex esponenti di Forza Italia del Popolo della Liberta’.

    ——

    Se il Pdl è nato per sconfiggere le correnti perchè i coordinatori vengono scelti proprio in base alle correnti?

    Se il Pdl vuole essere vicino al territorio perchè non ascolta le istanze degli iscritti ma va a dare potere alle correnti che hanno creato il clientelismo nei paesi?

    Se è questo il Partito della Libertà, il nuovo partito vicino alla gente AVANTI TUTTA poi i vertici non dicano che non è chiaro il perchè delle poche tessere.

    Ogni paese ha le sue problematiche e le sue spaccature, dare coordinatori senza saperle è un atto immorale nei confronti degli iscritti.

  3. Raffaele Zanon scrive:

    Mi sembra che le tesi da me sostenute smentiscano gli articoli apparsi sulla stampa.
    La nomina dei coordinatori verrà fatta con criteri ben diversi e ha un solo obbiettivo: costruire il partito degli iscritti che si pronunceranno ai congressi.
    E’ proprio il caso di dirlo: chi legge cartello non mangia vitello
    Grazie del tuo intervento,
    RZ

  4. Antonio scrive:

    Contiamo su di Lei sig Zanon, la sua serietà è la garanzia che non saranno le correnti a prevalere ma le persone sentite dal territorio.

    Saluti

  5. Antonio scrive:

    LA CARICA DEI 139 COORDINATORI
    il mattino di Padova — 18 luglio 2010 pagina 19 sezione: CRONACA

    Ecco tutti i coordinatori comunali del Popolo della libertà nei Comuni della provincia indicati da
    Lorena Milanato e Raffaele Zanon. Agna Stefano Padoan e Sandro Mantoan; Albignasego Filippo
    Montin e Raniero Mazzucato; Arquà Petrarca Gianni Callegaro; Arre Pino Rusca; Arzergrande
    Bernardino Guinetti; Bagnoli di Sopra Leonardo Cavaliere e Enrico Zampieri; Baone Emiliano
    Magarotto e Elisa Berton; Barbona Monia Tiozzo; Battaglia Terme Damiano Donà; Boara Pisani
    Giuseppe Calabria; Borgoricco Gianfranco Guion e Enzo Franceschi; Bovolenta Emiliano Baessato e
    Marco Buson; Brugine Giuliano Chinello; Cadoneghe Pierantonio Maschi e Andrea Benato; Campo
    San Martino Valentina Guidolin; Campodarsego Sandro Maggiolin e Giovanni Torresin; Campodoro
    Roberta Artuso; Camposampiero Antonio Dal Vit e Rosario Settecase; Candiana Luca Manfrin e
    Fabrizio Guasti; Carceri Gianpietro Fornasiero; Carmignano di Brenta Orlando Pierantonio e Paolo
    Brunello; Casale di Scodosia Paolo Andriolo; Casalserugo Paolo Buso; Castelbaldo Moreno Gatto;
    Cervarese S. Croce Francesco Zago e Vittorio Padoan; Cinto Euganeo Remo Sinigaglia; Codevigo
    Paolo Ferro; Conselve Samuele Molon e Francesco Calore; Correzzola Debora Marcato; Curtarolo
    Michele Michielon e Stefano Faccin; Due Carrare Zeffirino Negri; Fontaniva Giuliano Cattelan e
    Gerolimetto Alessandra; Galliera Veneta Gianmario Raimondi; Galzignano Terme Nicola Vettorato e
    Antonio Lunardi; Gazzo Padovano Emilio Cestaro; Grantorto Franca Mazzucco e Renato Frison;
    Granze Mirco Finesso; Legnaro Federico Meneghesso; Limena Giovanni Faccin e Sandro Bertorelle;
    Loreggia Renato Milani e Roberto Vedovato; Lozzo Atestino Giuliano Martinello; Maserà di Padova
    Denis Trentin; Masi Marilena Cappellozza; Massanzago Roberto De Marchi e Oscar Luisetto;
    Megliadino San Fidenzio Cristian Finetto e Francesco Donati; Megliadino San Vitale Fabio Feffin;
    Merlara Mario Sghignoli; Monselice Andrea Parolo e Franco De Angelis; Montagnana Bruno Alfonso
    e Savino Schiavo; Montegrotto Terme Davide Agostini e Alessandro Berlese; Noventa Padovana
    Roberta Toffanin e Enrico Ingegneri; Ospedaletto Euganeo Guglielmo Bissaro; Pernumia Erika Lion
    e Savino Zabaione; Piacenza d’Adige Antonio Meneghini; Piazzola sul Brenta Antonio Zaccaria;
    Piombino Dese Rita Adami; Piove di Sacco Alberto Canova e Annarita Doardo; Polverara Andrea
    Zagolin; Ponso Flavio Beggin; Ponte San Nicolò Luciano Zoppello; Pontelongo Davide Canton;
    Pozzonovo Paolo Battistini; Rovolon Mauro Gomiero e Giustino Brusamolin; Rubano Marco Miolo e
    Luigi Tarquini; Saccolongo Bruno Zoroaster; Saletto Michele Sigolotto e Denis Mattiazzo; San
    Giorgio delle Pertiche Cristofer Ceccato; San Giorgio in Bosco Nicola Pettenuzzo; San Martino di
    Lupari Marco De Poli; San Pietro in Gu Mauro Fontana; San Pietro Viminario Fabio Zanetti e
    Massimo De Zuani; Santa Giustina in Colle Silvia Ruffato; Santa Margherita d’Adige Armando
    Cominato e Gianfranco Gusella; Sant’Angelo di Piove di Sacco Ilenia Zambonin e Mirco Cervaro;
    Sant’Elena Valentina Setta; Sant’Urbano Elia Pasquesi; Saonara Federico Gallo; Selvazzano Dentro
    Giordano Emocapodilista e Fausto Martini; Solesino Giovanni Trevisan; Stanghella Luca
    Zangirolami; Teolo Nevio Sanvido e Fulvio Zavattiero; Terrassa Padovana Massimo Lazzarin;
    Tombolo Davide Baggio; Torreglia Enrico Frison e Mauro Olivetto; Trebaseleghe Marco Trevisan e
    Giuseppe Favaro; Tribano Francesco Marega e Flavio Temporin; Urbana Michele Danielli; Veggiano
    Luciano Gallana; Vescovana Fabio Gallana; Vighizzolo d’Este Idelmino Furlan; Vigonza Sandro
    Benato e Alberto Rizzo; Villa del Conte Andrea Vittadello; Villa Estense Marco Chinello; Villafranca
    Padovana Mattia Arcaro e Fabiola Agostini; Villanova di Camposampiero Omar Bottaro; Vo’ Silvia
    Sinigaglia.

  6. Elisa scrive:

    …alla faccia del nuovo… come sempre “tante chiacchere e pochi fatti”, riecco i vecchi parrucconi… AUGURI !!!

  7. Paolo scrive:

    ..alla faccia del nuovo! i criteri per scegliere il coordinatore del pdl locale sono i seguenti:
    - essere stato coord di FI o presidente di un circolo di AN
    - avere l’ok del sindaco
    - aver dimostrato di essere dalla parte del sindaco
    e aggiungiamo noi come scritto da lei, non avere doppi incarichi..
    caro Zanon ci spiega come mai in molti comuni questi criteri sono stati offesi? le persone da lei nominate non rispondono ai criteri descritti! perchè non ha rispettato le regole? dopo la sconfitta del PDL alle regionali tutti i dirigenti del partito a partire dal livello regionale fino a quello provinciale dovevano essere mandati a casa.. invece siete ancorati alla carega e continuate a fare danni nominando sul territorio persone che sono legate solo alle correnti e non alla base… quando la coerenza e i buoni propositi sono solo chiacchiere!

  8. raffaele zanon scrive:

    Caro anonimo,
    ma proprio lei non segue il lavoro che si svolge nel territorio.Come lei sa tanti dirigenti che vorrebbero essere tali non hanno ancora proceduto al tesseramento.Andrà a casa chi non saprà aggregare e fare politica vera sui problemi veri…i congressi che faremo servono a questo. Coordiali saluti

  9. Antonio scrive:

    Concordo con Paolo e non è vero che molti non sono tesserati ANZI, SONO STATI NOMINATI COORDINATORI PERSONAGGI CHE NON HANNO LA TESSERA DEL PARTITO e quelli che hanno pagato la famosa “quota per essere eletti” non sono manco stati convocati e nominati !

    La politica non si fa aggregando il marciume e le correnti, la politica si fa ascoltando la gente e il territorio ! La gente lo sta capendo e lo capirò ancora meglio in futuro… è ora di cambiare e di scegliere chi viene dalla gente ed è ora di finire di vedere:

    - assessori esterni in provincia nominati senza i voti della gente
    - listini regionali con nomine di amici degli amici
    - ricorsi per avere perso le elezioni perchè la vittoria era certa perchè si era sostenuti dai vertici
    - coordinatori del pdl che hanno sostenuto candidati anzichè essere imparziali
    - lotta tra le correnti del pdl anzichè aggregare la forza di un unico simbolo

    E’ tempo di crescere… e se qualcuno si chiede: come mai il tesseramento è un bluff queste sono le risposte.

    Solo se il partito sa scegliere le persone giuste, scegliendo la meritocrazia e l’impegno potremo crescere altrimenti i nostri elettori voteranno la lega e noi diventeremo leghisti per forza

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