Con Gianfranco Fini nel Msi-Dn («Destra in movimento per il dopo-Almirante è nata al Pedrocchi»). Più che deluso da Fini («Ha disintegrato la destra»), alla guida del Pdl padovano in tandem con Lorena Milanato. E’ Raffaele Zanon. «Tristezza e amarezza per la deriva di Fini. Usciamo con le ossa rotte dal processo di sfilacciamento. Ed è più umiliante perché la Lega da noi in Veneto costruisce successi proprio con i temi di destra gettati a mare da Fini».
Eppure Padova alla fine degli anni ’70 era una vostra «roccaforte», no?
«Io ero un “finiano” sfegatato e Saia lo criticava. Ora abbiamo ruoli capovolti. Piuttosto vorrei ricordare che la sede di Riviera Ponti Romani intitolata a Mazzola e Giralucci fu acquistata da Almirante con la cura di Daniele Marinoni che raccolse contributi, lasciti e donazioni. Era di proprietà di Italimmobili e fa sempre parte del patrimonio della Fondazione An. Non vorrei che finisse in qualche paradiso fiscale…».
Ora, da vice coordinatore provinciale Pdl, che fa?
«Mi preoccupo di radicare il partito nel territorio. Con Milanato, abbiamo nominato i coordinatori che ora devono fare il tesseramento e dar vita ai coordinamenti comunali verso l’indispensabile fase congressuale». A settembre, come ripartite politicamente? «Dai Comuni che nel 2011 vanno al voto. Ci sarà il simbolo Pdl nella scheda con un candidato sindaco nei Comuni oltre i 15 mila abitanti. E in tutti sarà privilegiata la coalizione con i nostri alleati della Lega. Intanto dall’appuntamento di Cortina arriveranno segnali per disegnare il profilo politico del Pdl. Vogliamo essere protagonisti con progetti per il veneto. E rivendicare un modo di far politica che è nel Dna della destra».
Tricolore come bandiera?
«Sull’identità nazionale ho in mente qualcosa. Perché il federalismo senza uno Stato vero non si fa».
Un’ultima domanda. Da giorni tiene banco il «caso Pavanetto»: che ne pensa?
«Enrico l’ho conosciuto da dirigente provinciale del Msi. Era stato vittima di un’aggressione: lo andai a trovare in ospedale. Ora fa male il comportamento di Ascierto che cavalca la tigre. Enrico ha chiarito la frase infelice e le quattro cazzate su Facebook, che non è la bussola della politica». – (Ernesto Milanesi) /


Caro Raffaele,
quante volte sono venuto in Riviera Ponti Romani alle riunioni di azione studentesca, scrivere e preparare gli striscioni per eventuali manifestazioni del sabato. Mi ricordo bene una cosa, mai si discutevano gli ordini del “Capo”, tutti avevano quel dubbio che alla fine si è rivelato vero: era un grande opportunista. E oggi il caro Fini, quando lo sento parlare della sua nuova idea politica, penso alle foto in sede dove pregava davanti alla tomba di Mussolini! I suoi naturali alleati – dice -sono Casini (unione dei carcerati) e Rutelli (nemmeno lui sa cos’è) con i quali si organizza per le votazioni e parla di legalità? Lamenta la mancanza di democrazia nel Pdl, dove lui molte volte si comportava anche peggio di Berlusconi. Mi fanno ridere le pecore che l’hanno seguito, sono pseudo militanti che con la destra non c’entrano nulla, sono quelli che si professano il popolo di Destra, ne abbiamo anche a Padova, tutti giovanissimi che parlano da militanti consumati… gente caro Raffaele che andrebbe presa a schiaffoni come quelli che ci arrivavano dal gramigna quando andavamo a fare volantinaggio! Ma come si permettonodi sporcare la nostra storia parlando a nome di una cosa che non hanno mai vissuto e di cui si autoproclamano eredi naturali? Perchè hanno seguito un pagliaccio che di Destra ormai non ha più nulla? Saranno mai esistiti in lui i valori della vecchia Destra Dio, Patria e Famiglia?
Che amarezza e che rabbia.
Mi consola sapere che gente come te è rimasta coerente con la nostra storia e lo sarà sempre.
Scusa lo sfogo,
Michele
caro michele… è facile per tutti nascondersi dietro alla storia d’italia… del resto… quale altro paese ha una storia politica- collettiva come il nostro… certo… siamo tutti figli dei mille garibaldini… certo… è stato importante il passaggio da monarchia e repubblica… certo… è vero che la costituzione italiana ha fondamenta liberali, socialiste e cattoliche… e guai a chi ci sputa sopra… il problema della classe politica odierna… salvo rare eccezioni… e dei giovani d’oggi… salvo rarissime eccezioni… è che non hanno spina dorsale!!! seguono un barlume di democrazia, tra l’altro di seconda mano, o anche di terza… ma non si rendono conto… loro… nipoti dei mille e nipoti dei partigiani… che per cambiare una situazione devi anche saperti imporre poiché l’Italia, e ciò mi provoca grande dispiacere, è un paese “vecchio” soprattutto a livello mentale… l’opposizione è malata di Berlusconismo e, gran parte della maggioranza non fa nulla!!! come può… un solo uomo… per quanto bravo sia… a mandare avanti il paese???
Cosa mi tocca leggere, i mille i partigiani o parlare di quando si faceva a pugni. Basta dire fesserie. Largo ai giovani di buona volontà che nell’ anima hanno la voglia di sentire vicino a se uno stato anzi una patria nuova ma con i valori della destra conservatrice, altro che demagogia povera che si tira fuori solo in certe occasioni. Siamo stufi do gente che parla con retorica. Ci vuole gente che si sappia mettere in gioco.