Riduzione Irpef: alla fine l’hanno fatta male

Vogliamo pubblicare questo interessante approfondimento scritto da Sandro Brusco sul blog “Noise from Amerika”, seguono i passaggi principali:

In un post pubblicato più di un mese fa ho espresso il timore che la promessa riduzione dell’Irpef potesse rivelarsi pessima dal punto di vista tecnico. Ora che i dettagli della proposta sono stati resi noti, sono costretto a osservare che i timori erano più che fondati. In effetti la proposta effettivamente attuata è decisamente peggiore di quella che si ventilava all’inizio e che aveva generato la mia reazione negativa.

Gli indispensabili Pellegrino e Zanardi riassumono su lavoce.info i dettagli della misura approvata nel consiglio dei ministri. La misura riguarda solo i lavoratori dipendenti e assimilati ed è valida solo per il 2014 (e viene quasi da dire per fortuna, viste le sue criticità dal punto di vista tecnico).

Le sue caratteristiche si possono riassumere come segue:

1) Chi ha un reddito inferiore a 8.145 euro lordi annuali non ha alcun vantaggio.

2) Chi ha un reddito compreso tra 8.145 e 24.000 euro lordi annuali riceve un bonus di 640 euro. Dato che il bonus verrà pagato per 8 mesi, questo equivale ai famosi 80 euro in busta.

3) Chi ha un reddito compreso tra 24.000 e 26.000 vede il bonus decrescere linearmente con il reddito, fino ad azzerarsi al raggiungere i 26.000 euro. Ossia, per i contribuenti in questa fascia il bonus è pari a 640x(26.000-Y)/2000, dove Y è il reddito annuale. In termini pratici, se il reddito aumenta di 100 euro il bonus scende di 32 euro. Questo equivale a un’ulteriore aliquota marginale del 32%.

4) Chi guadagna più di 26.000 euro annui non ha alcun vantaggio.

In sostanza, l’operaio o impiegato che attualmente guadagna intorno ai 1.500 euro netti al mese dovrà stare molto attento prima di fare un’ora di straordinario, dato che rischia di pagare circa i due terzi di quello che guadagna in tasse. Ma se guadagna un po’ meno o un po’ di più la tassazione si riduce invece a circa un terzo, grazie alla struttura lisergica delle aliquote marginali effettive.

In principio questo dovrebbe dare forti incentivi a chiunque abbia un reddito appena sotto la soglia esente a lavorare di più. Un lavoratore con un reddito annuale di 8.100 euro e che riesce a guadagnarne altri 50 otterrà in più un regalo dal fisco pari a 640 euro. Purtroppo vale anche il contrario: piccole riduzioni del reddito possono portare alla eliminazione del bonus.

Io qui devo confessare che spero fortemente di aver capito male. Per come ho capito, il seguente scenario è possibile. Un lavoratore dipendente, magari part-time, guadagna 700 euro lordi al mese (per fare i conti in modo più rapido ipotizzate che questo ammontare includa la quota di tredicesima), corrispondenti a 8.400 euro lordi annui. È un livello sufficientemente alto da garantirgli l’erogazione del bonus, per cui questo lavoratore vedrà aumentare di 80 euro il suo stipendio a partire dalla busta paga di maggio.

Ora immaginate che il lavoratore resti disoccupato alla fine di novembre, per cui non percepirà lo stipendio di dicembre. Alla fine dell’anno il suo reddito lordo risulterà essere 7.700 euro, un livello che non dà diritto al bonus!

Cosa succede in questo caso?
Per come stanno le cose, sembrerebbe che il lavoratore dovrebbe restituire, quando farà la dichiarazione dei redditi, gli 80 euro mensili che si è visto pagare tra maggio e novembre, per un totale di 540 euro. È difficile immaginare qualcosa di più raccapricciante che chiedere i soldi a un disoccupato perché … ha perso il lavoro, una sorta di assicurazione sulla disoccupazione al contrario. Ripeto, spero sinceramente di aver capito male, o in alternativa che almeno questo aspetto venga modificato in sede di dibattito parlamentare.

In tutta franchezza, questo è veramente un gran brutto episodio che lascia abbastanza poco da sperare su come governerà Renzi.

È palese che l’unica ratio di questa norma è elettorale. Si è cercato di massimizzare il numero di persone che vedranno 80 euro nella busta paga di maggio, e per farlo si è sacrificato tutto: equità, efficienza e financo elementare buon senso. Dopo un anno buttato via a discutere della eliminazione dell’IMU, probabilmente il resto del 2014 verrà dedicato a come rimediare a questo pasticciaccio sull’Irpef. E questo mette al tempo stesso tristezza e paura.

Fonte: articolo originale

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One thought on “Riduzione Irpef: alla fine l’hanno fatta male

  1. Credo sia assurdo escludere chi guadagna meno di 8000 euro dal bonus, probabilmente l’obiettivo non era aiutare veramente chi e’ piu’ in difficolta’ ma dare la mancia per ottenere qualche voto..

    E non si tratta nemmeno di una novita’ , precedentemente governi di centro destra avevano lanciato una social card con un credito limitato per fare acquisti nei supermercati o beni di prima necessita’.

    Dovete metterli in difficolta’ su questi argomenti, ricordare i valori della destra va bene ma i cittatidini hanno anche le loro priorita’ e problemi

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