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SBERLA ELETTORALE


di Alessandro Sallusti .Il centrodestra perde terreno. Berlusconi: “Pensavo peggio”. Gli elettori non perdonano il sostegno al governo che mette le mani nelle loro tasche.
Il Pdl paga le tasse (inflitte da Monti agli italiani) e perde le elezioni amministrative. Poco consola che lo stesso si possa dire del Pd e del Terzo Polo di Casini e Fini, scomparso dalla scena. Non crediamo che tra quindici giorni i numerosi ballottaggi possano ribaltare il verdetto in modo significativo, per l’aria che tira e perché senza una alleanza con la Lega è comunque impossibile ripetere per il centrodestra i ri­sultati di cinque anni orsono. Per chiarezza: anche se il Pdl non avesse perso un solo voto, i Comuni, salvo qualche eccezione (per esempio Palermo) sarebbero passati alla sinistra in misura più o meno identica.

Di Grillo e dei motivi del suo successo si occupa su questa pagina Vittorio Feltri. Qui ci sono i cocci che Berlusconi e Alfano dovranno tentare di rimettere in­sieme. Prima considerazione. Via il dente, via il dolo­re. È finita la recita del Pdl partito invincibile e al netto del casino che sono le amministrative (liste civiche in quantità e candidati a volte così così) ora sappiamo di che cosa stiamo parlando. Da questo punto si può sol­tanto risalire, perché è difficile pensare che chi non se ne è andato ora, mentre tutto gira storto, lo faccia in fu­turo.

Seconda considerazione. I moderati in libera uscita non hanno trovato approdi da considerare definitivi. Udc, Fli e Pd hanno infatti perso a loro volta voti. Dal serbatoio Grillo-astensioni-liste civiche si può quindi ripescare chi, dopo essersi sfogato contro la casta, nel­la politica cerca risposte, soluzioni e non illusioni.

Terza considerazione. Detto che lo sberlone, che da mesi parte degli elettori di centrodestra aveva in ani­mo di assestare, è arrivato a segno, ora gli stessi schiaf­feggiatori attendono la reazione degli schiaffeggiati. La prima di Berlusconi è stata: messaggio ricevuto, po­teva andare peggio, sono ottimista. A caldo può basta­re, ma tra quindici giorni, a urne definitivamente chiu­se, l’ottimismo dovrà prendere la forma di fatti concre­ti. La politica dei due forni (con Monti, ma anche no) non paga, e una scelta di chiarezza si impone.

Quarta considerazione. Alfano, sul quale dentro il partito qualcuno cercherà di scaricare tutte le colpe, ha già annunciato la fine degli incontri-inciucio con Bersani e Casini. Bene, ma non è sufficiente. Allonta­narsi velocemente dal duo Pd- Camusso e dal perden­te Casini è d’obbligo, che si vada o no a votare a otto­bre. Che poi magari, come accade spesso, la sconfitta alle amministrative porta bene alle successive politi­che.

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PdL:regole certe per un partito che includa


Presentata in conferenza stampa la lista n°3 “Padova protagonista nel cambiamento”“Le regole non sono un modo per consolidare una classe di potere ma il mezzo migliore per garantire un partito che sappia essere davvero inclusivo”.
A dirlo è stato oggi a Padova il candidato coordinatore del Pdl Provinciale Mauro Fecchio che accanto a numerosi colleghi di partito ha presentato la sua lista in vista del Congresso provinciale di domani.
“Servono regole chiare per essere davvero credibili”, ha proseguito Fecchio. “Ci devono spiegare, ad esempio, come mai l’onorevole Fabio Gava – che ha votato contro il suo stesso Governo – risulti ancora iscritto al Pdl nonostante il coordinamento regionale avesse espresso un orientamento ben diverso. O ancora. Qualcuno dovrà dirci perchè in alcune realtà del Padovano si siano fatte alleanze con esponenti del Pd e del centrosinistra in generale, accordi che vanno a escludere automaticamente altre realtà del centrodestra”.
Concetti che sono stati ribaditi anche da Giuliano Martini, candidato a vice-coordinatore. Da sindaco di Vo’ Martini ha denunciato come spesso il “fuoco amico” sia quello più deleterio: “Gli avversari più pericolosi e insidiosi sono spesso all’interno dello stesso partito. E’ una cosa che non possiamo più permetterci. Darsi delle regole significa portare avanti una politica unitaria e basata sulla lealtà”.
Un riferimento alla linea di altre liste presenti alla competizione elettorale di domani è arrivato da Raffaele Zanon: “E’ sbagliato e fuorviante sostenere che il Pdl è soprattutto il partito degli amministratori. Prima di tutto, il Pdl deve essere il partito della gente, dei cittadini e poi degli amministratori. Dobbiamo ripartire dai bisogni delle persone e ascoltare il variegato mondo dell’associazionismo che troppo spesso risponde a dei vuoti lasciati dalla politica”.
“Solo in questo modo”, ha aggiunto Marco Pirillo dei Popolari di Giovanardi, “si può fare un partito vero”.
“Bisogna ripartire dal territorio senza filtri”, l’appello di Alberto Daniele che allo stesso tempo ha espresso dei dubbi sulla candidatura dell’attuale presidente della Provincia Barbara Degani: “E’ un segnale sbagliato: sembra che qualcuno, piuttosto che innovare, voglia mantenere certe posizioni. E’ un messaggio che può ingenerare sfiducia”.Piergiorgio Cortelazzo ha sostenuto che la lista Padova Protagonista guidata da Fecchio si pone come obiettivo la costruzione di un partito plurale che include e non esclude.
Le regole vanno rispettate ma non possono essere utilizzate per escludere i dissidenti.
La formazione di una classe dirigente si fa non solo attraverso la cooptazione degli amministratori ma deve lasciare spazio ai giovani e agli esponenti della società civile, in particolare associazionismo, categorie e sindacati.

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Difendiamo in piazza la sovranità nazionale


 Vogliamo informare i nostri associati, militanti, simpatizzanti e tutti i cittadini sul ruolo che avrà il Popolo della Libertà nelle figure dei dirigenti in questa delicata fase in cui al Governo del Paese siedono persone non elette dai cittadini ma chiamate indirettamente dall’Europa, in virtù delle loro competenze tecniche, a portare avanti le riforme necessarie a ridare fiato e stabilità alla nostra economia.Siamo sorpresi dal silenzio di tutti coloro che hanno sostenuto che sarebbero bastate le dimissioni di Berlusconi per cambiare le valutazioni della speculazione nei confronti dell’Italia, vedendo come la speculazione non ha minimamente cessato la sua marcia: nessuna ripresa delle borse, spread che continua ancora a salire.In questo scenario, forti della campagna di adesioni voluta dal segretario Alfano che ha fatto raggiungere al Pdl e all’associazione Destra Veneta un obiettivo numerico esaltante a Padova ed in Provincia e, contemporaneamente, ha sancito l’esistenza di un grande movimento popolare e di massa fatto non solo di voti ma di militanti.Vogliamo ribadire la nostra volontà di continuare ad essere protagonisti nel sociale dalla parte degli Italiani contro i poteri forti che minano la nostra sovranità nazionale.  . RAFFAELE ZANON

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Perché sono contento che sia finita


Son contento che Berlusconi si sia dimesso. Son contento per lui, innanzitutto, che esce da questo circo infame di cui è stato impresario, vittima e ostaggio. Son contento per Fini che ora, se ha la buona memoria tipica dei vendicativi, dovrebbe dimettersi a ruota, come promise.Son contento per Bossi perché era diventato imbarazzante al governo per le posizioni assunte e i modi d’espressione. Son contento per Tremonti che ha due monti in più del premier designato e potrà goderseli da casa lassù, senza cercare alloggi sconvenienti a Roma. Son contento per Letta perché avrà il ricongiungimento famigliare in un governo con i Letta a castello.Son contento per i traditori e i mercenari, le squinzie e le servette della politica che finalmente non avranno più l’Oggetto per esercitare la loro bassa gratitudine e la loro infame ingratitudine. Son contento per chi ha campato sul berlusconismo e sull’antiberlusconismo, perché ora «si parrà» il loro valore, al di là di B. Son contento per chi guiderà il Paese e dovrà dimostrare che i guai venivano da lui e ora invece stiamo bene. Son contento per i giudici che potranno occuparsi della giustizia trascurata per tallonare il premier.Son contento per Napolitano che non potrà più passare per Moderato in confronto con lo Smoderato Premier. Son contento per me che non sopportavo più questo clima pessimo che semplifica tutto nel pro o contro B., con l’alternativa assurda tra servo o traditore.Son contento per l’Italia che ora è nuda e cruda, senza più alibi né paraventi. Meno male che Silvio c’era.di M.Veneziani

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