Posted on 05 maggio 2012. Tags: ALBERTO RIZZO, destra, destra veneta, FULVIO ZAVATTIERO, giovane italia, MARINA BUFFONI, MAURO OLIVETTO, patrioti, Popolo della Libertà
Vi ricordiamo la imminente tornata elettorale delle amministrative si vota il 6 e 7 maggio, si tratta di un test che avrà un significato per le sorti del centro-destra non solo a livello territoriale, per questo ti sottolineiamo i Comuni dove vi è la necessità della collaborazione di tutti per ottenere i migliori risultati, per questi motivi ti invitiamo a contattare telefonicamente amici, conoscenti o parenti nei comuni interessati per segnalare loro la lista da sostenere e i candidati che meritano la nostra fiducia.
A CONEGLIANO (TV) DESTRA VENETA SOSTIENE:
MARINA BUFFONI LISTA POPOLO DELLA LIBERTA’ -ZAMBON SINDACO
Link http://marinabuffoni.wordpress.com/
Scarica il santino elettorale
Scarica il manifesto di Marina Buffoni
A TEOLO (PD) DESTRA VENETA SOSTIENE:
FULVIO ZAVATTIERO -LISTA CONTINUITA’ E RINNOVAMENTO PER TEOLO – VALDISOLO SINDACO
http://www.facebook.com/index.php?lh=2def640c13ebdf9fdf5d2c7e6f6091a3!/profile.php?id=1135976240
A TORREGLIA (PD) DESTRA VENETA SOSTIENE:
MAURO OLIVETTO -LISTA RINASCERE TORREGLIA-BARBIERO SINDACO
http://www.facebook.com/ListaCivicaMassimoBarbieroPerFarRinascereTorreglia
A VIGONZA (PD) DESTRA VENETA SOSTIENE:
ALBERTO RIZZO- LISTA POPOLO DELLA LIBERTA’ -TACCHETTO SINDACO
http://www.padovaoggi.it/politica/elezioni/2012-comuni-provincia-padova/vigonza-candidati-pdl-lista-consiglio-comunale.html
CANDIDATI A SINDACO
FELTRE (BL)Ennio Trento
CITTADELLA (PD)Matteo Pierobon
VIGONZA (PD) Nunzio Tacchetto
CONEGLIANO (TV)Floriano Zambon
IESOLO (VE) Valerio Zoggia
MIRA (VE) Paolino D’Anna
MIRANO (VE) Marina Balleello
CEREA (VR) Paolo Marconcini
SAN GIOVANNI LUPATOTO (VR) Attilio Gastaldello
THIENE (VI) Giovanni Battista Casarotto
BELLUNO Antonio Prade
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Posted on 15 marzo 2012. Tags: Angelino Alfano, destra, destra veneta, gasparri, Giorgia Meloni, giovane italia, identità nazionale, La Russa, Padova, patrioti, PDL, Popolo della Libertà, raffaele zanon, università padova, Veneto
Ha riscosso successo la maratona oratoria organizzata dal Pdl e dalla Giovane Italia, il movimento giovanile del partito, di solidarieta’ nei confronti dei due maro’ arrestati in India, il cui obiettivo – come ha sottolineato Giorgia Meloni dal palco – e’ quello di “riportarli a casa”. A dare il via alla iniziativa di mobilitazione, l’ex ministro della Gioventu’, affiancata dall’ex ministro della Difesa ed attuale coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa
“Ci auguriamo – ha detto La Russa dal palco – che questa iniziativa di solidarieta’ veda l’adesione non solo del Pdl ma di tutti i partiti in uno spirito bipartisan. Deve essere una iniziativa di stimolo al governo perche’ faccia tutto il possibile a livello nazionale e internazionale per riportare Massimiliano e Salvatore a casa”.
A piu’ riprese e’ stato chiesto anche l’intervento dell’Onu e dell’Unione europea. Davanti al palco allestito al centro della piazza i giovani del Pdl hanno srotolato uno striscione con la scritta “Non giocate a fare gli indiani, liberate i militari italiani”. Al microfono si alternano ora i parlamentari del Pdl che fanno la spola con la Camera dove sono in corso votazioni. Alla maratona oratoria dovrebbero intervenire anche il segretario del Pdl, Angelino Alfano, i capigruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. Non e’ escluso un blitz del sindaco Gianni Alemanno.
“Questo schiaffo al nostro paese – ha detto Mario Landolfi dal palco – deve essere archiviato al piu’ presto e il governo deve fare tutto il possibile per riportare i due maro’ a casa, anche perche’ tutti gli occhi del mondo sono puntati sul nostro paese. E se qualcuno non e’ in grado, non e’ capace rassegni le dimissioni perche’ non e’ in ballo una poltrona ma l’interesse nazionale”. Anche il generale Luigi Ramponi ha preso la parola per denunciare quanto il nostro governo sia stato “fiacco” nel gestire il caso, proponendo di seguire anche la “strada della cauzione” pur di riportare a casa i due giovani. Mario Mantovani, coordinatore Lombardo del Pdl ha incassato un applaudo quando ha riferito le parole del tassista che dall’aeroporto di Fiumicino lo ha condotto in citta’: “A dotto’ se al governo c’era ancora Berlusconi a quest’ora i due maro’ stavano gia’ a casa”. Una considerazione che e’ risuonata in molti degli interventi dal palco. Tra gli altri sono intervenuti Carlo De Romanis vicecapogruppo del Pdl alla regione Lazio e il senatore Pdl Lucio Malan
Manifesta il tuo sostegno aderendo al gruppo su Facebook “Salviamo i nostri Marò”
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Posted on 15 marzo 2012. Tags: destra, destra veneta, Giorgetti, Giorgia Meloni, giovane italia, identità nazionale, La Russa, patrioti, Popolo della Libertà, raffaele zanon, università padova, Veneto, Zanon
Erano le 13 del 13 marzo 1975 quando Sergio Ramelli, classe 1956, ex-studente all’istituto tecnico “Molinari” di Milano, parcheggiava il motorino a pochi passi dalla sua abitazione. Capelli lunghi e sguardo scanzonato, Sergio giocava a pallone e tifava Inter. Un ragazzo come tanti altri. Ma agli occhi dei servi dell’ideologia aveva una colpa gravissima: era un militante del Fronte della Gioventù. All’inizio nessuno all’istituto era a conoscenza della cosa. E del resto lui si comportava come nulla fosse. Era simpatico, generoso, allegro, solare. Tuttavia, durante l’ultimo anno di frequenza, la sua militanza nei ranghi della destra divenne di dominio pubblico. Inoltre, ebbe l’ardire di scrivere un tema contro le Brigate Rosse e osò esprimere posizioni di condanna del terrorismo brigatista, con l’aggiunta, per di più, di una nota di biasimo verso il mondo politico dell’epoca. Il tema, dopo essere stato trafugato, fu successivamente esposto in una bacheca scolastica e usato come “capo d’accusa” per un sommario “processo politico”. Fu l’inizio di un’autentica “via crucis” che portò Ramelli dritto al martirio.
Dopo due aggressioni e un atto d’intimidazione verso i suoi genitori da parte dei teppisti rossi, il giovane, nel febbraio 1975, decise di proseguire l’anno scolastico in un istituto privato, ma neppure questa precauzione servì a salvargli la vita. E torniamo all’agguato. A un tratto, il ragazzo venne circondato da un’orda di appartenenti al servizio d’ordine di “Avanguardia Operaia” proveniente dalla facoltà di Medicina e per lui non ci fu scampo. Sergio venne selvaggiamente colpito alla testa con le Hazet 36. Perse i sensi e cadde esanime al suolo. Dopo lunghi minuti di agghiacciante silenzio, un passante avvertì la portinaia del palazzo dove il giovane abitava. La donna telefonò alla polizia e un’ambulanza portò Sergio all’Ospedale Maggiore, dove subito fu sottoposto a un disperato intervento chirurgico. Ma tutto fu vano. La morte sopravvenne dopo 48 giorni d’agonia, il 29 aprile 1975. Nel corso dell’assemblea consiliare al Comune che fece seguito alla vile aggressione, vi fu pure chi applaudì alla notizia.
Il giorno prima che Ramelli morisse, un gruppetto di ultracomunisti si recò presso la casa della famiglia Ramelli dove affisse un manifesto in cui si minacciava di morte il fratello di Sergio, Luigi Ramelli. In seguito agli accertamenti si venne a conoscenza che l’aggressione era stata compiuta da due persone, entrambe sui 18-20 anni, con il supporto di un nutrito gruppo di sconosciuti. Il commando aveva agito a piedi ed era poi fuggito verso la Città studi facendo perdere le tracce. Durante i funerali, dalle finestre delle aule della facoltà di Medicina alcuni individui con i volti coperti da stracci rossi fotografarono i partecipanti al funerale. Molte di quelle foto sarebbero state ritrovate nel dicembre 1985 nello schedario clandestino rinvenuto nel covo brigatista di viale Bligny. Lo schedario, istruito nei primi anni Settanta da Avanguardia Operaia e poi finito in mano ad altre organizzazioni, risultava in possesso di Marco Costa e Giuseppe Ferrari Bravo, due ultracomunisti. Un esponente di Avanguardia operaia, Francesco Cremonese, confermò l’esistenza di una struttura paramilitare occulta nell’Università degli Studi di Milano, che vedeva come capi Giovanni Gioele Di Domenico per la facoltà di Agraria, Roberto Grassi a Fisica e Marco Costa a Medicina, tutti agli ordini di Giuseppe Ferrari Bravo, leader dell’organizzazione. Il 16 marzo 1987 cominciò il processo. Per i fatti risultavano imputate dieci persone tra ideatori, mandanti ed esecutori. Secondo la ricostruzione operata dagli inquirenti, i due assassini furono identificati in Marco Costa e Giuseppe Ferrari Bravo, soprannominati “gli idraulici” proprio per via delle Hazet 36 abitualmente usate per compiere le loro “missioni”. Le accuse pertanto erano omicidio volontario, tentato omicidio, sequestro di persona, associazione sovversiva, danneggiamento. Il pestaggio era stato deciso dal responsabile del servizio d’ordine della colonna di Ao legata a Città Studi, Roberto Grassi, morto suicida prima del processo. Il 16 maggio 1987 la II Corte d’Assise di Milano giudicò tutti gli imputati colpevoli di omicidio preterintenzionale. Venne riconosciuta la volontà di ferire, ma non quella di uccidere. Marco Costa ebbe 15 anni e 6 mesi di reclusione e Giuseppe Ferrari Bravo 15. La condanna non soddisfece il pm, che fece ricorso. Il 2 marzo 1989 la II sezione della Corte d’Assise d’Appello accolse le richieste del pm, tuttavia, nonostante l’accusa fosse mutata in omicidio volontario, venne riconosciuta l’attenuante del concorso anomalo, che ridusse sensibilmente le pene. Costa quindi passò da 15 anni a 11 e 4 mesi; Ferrari Bravo da 15 a 10 e 10 mesi, sentenza confermata in Cassazione. Costa e Ferrari Bravo tornarono per breve tempo dietro le sbarre, mentre gli altri imputati poterono usufruire di un condono e di pene alternative per via della loro “condizione sociale”. E poi dicono che la giustizia è uguale per tutti.
Angelo Spaziano
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Posted on 18 dicembre 2011. Tags: Angelino Alfano, destra, destra veneta, giovane italia, Padova, patrioti, PDL, Popolo della Libertà, raffaele zanon, Sicurezza, tricolore, Veneto, Zanon
Per chi crede nei valori della nostra Comunità!
LUNEDI 19/12 ORE 21 C/O AZIENDA AGRICOLA “LA MONTECCHIA”, VIA MONTECCHIA 16, 35030 SELVAZZANO DENTRO (PD). Nella suggestiva cornice dell’azienda agricola del Conte Giordano Emo Capodilista ,l’associazione culturale Destra Veneta,l’associazione Fronte del Cittadino, i dirigenti della Giovane Italia, e i dirigenti del Popolo della Libertà hanno voluto ritrovarsi nella tradizionale SERATA PER LO SCAMBIO DI AUGURI.Per motivi organizzativi ti preghiamo di confermare la tua presenza e quella degli amici che coinvolgerai entro le h.12 di lunedì 19 al numero 339/6380888.
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