Posted on 12 maggio 2012. Tags: destra veneta, identità nazionale, Monti, patrioti, Popolo della Libertà, raffaele zanon, sondaggio, Veneto, Zanon
Da Destra.it E’ tempo che la politica riprenda in mano le redini del Paese. Che il centrodestra ritrovi compattezza e slancio ideale per fare fronte non solo alla disaffezione dei cittadini ma ai temi ben più preoccupanti della tenuta sociale e del rischio eversivo che torna ad affacciarsi come uno spettro. Il governo dei tecnici, presentato come salvifica terapia d’urto ad ogni male procurato dalla politica, mostra il suo fallimento nel nervosismo delle ultime esternazioni scaricabarile di Monti e nelle parole pronunciate oggi all’assemblea di Rete Imprese Italia dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, secondo il quale “il disagio sociale e diffuso legato alla mancanza di lavoro in Italia è più ampio di quello che le statistiche dicono”. Denunciando a chiare lettere il fatto che “è a rischio la tenuta economica e sociale del Paese”. A rincarare la dose, ci ha pensato il bollettino della Banca centrale europea, che con il consueto gelo espressivo rileva per il 2012 un ulteriore indebolimento dei mercati del lavoro nell’Eurozona. A tutto questo hanno finora portato le ricette lacrime, tasse e sangue della tecnocrazia europea e, attualmente, alla guida del nostro Paese. Ricette asfittiche che stanno di fatto strangolando in Italia, sempre per citare il ministro Passera, “metà della nostra società”. E’ dalla putrefazione dell’asse Merkel – Sarkozy, e dalla contestuale situazione di stallo che vive l’intera Europa, e recependo le istanze che vengono dall’apertura delle urne, che il centrodestra italiano deve trovare nuova linfa per dare risposte alla società, rilanciando i valori di una destra che torni ad essere, come geneticamente è, distante dal mercantilismo tecnocratico, legalitaria e identitaria.
SONDAGGIO
Vorrei da voi una risposta secca…Secondo voi il PDL dovrebbe continuare a sostenere il Governo Monti o ” staccare la spina” e chiedere elezioni anticipate?
A senso andarci senza la riforma elettorale?Dobbiamo seriamente pensare a strutturare una Federazione di aggregazioni politiche innovative?
link sondaggio http://www.destraveneta.it/
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Posted on 21 aprile 2012. Tags: identità nazionale, Popolo della Libertà, raffaele zanon, Tatarella Giuseppe, università padova, Veneto, Zanon
Per favore riaccendete la luce. Lui lo farebbe. Spiegherebbe che continuare ad agitarsi nel buio serve a poco. Direbbe che dopo le polemiche e gli scontri, anche duri e aspri, deve venire il tempo delle soluzioni. All’insegna della capacità di costruire nuovi approdi, senza mai dimenticare la riva dalla quale si è partiti e le ragioni della navigazione. Perché lui – Tatarella Giuseppe da Cerignola, universalmente conosciuto come Pinuccio – era uomo di governo nel senso più nobile del termine.
È curioso constatare come, a furia di strappi e scontri, la politica sia rimasta al buio, commissariata proprio da quei poteri che il grande leader della destra non esitò a definire «invisibili». Sono passati 13 anni dal giorno in cui il suo cuore appassionato cessò di battere, ma per chi avverte la necessità di riaccendere la luce, il pensiero di Tatarella resta un illuminato riferimento. Per capire il passato, ma soprattutto per costruire il futuro. Il conservatorismo modernizzatore, l’opzione presidenzialista per la democrazia decidente, il suo meridionalismo mediterraneo e lontano anni luce dall’assistenzialismo statalista, la convinzione che politica e cultura dovessero andare a braccetto, la costante ricerca di alleanze con tutte le energie alternative allo schieramento progressista sono gli strumenti che il ministro dell’Armonia individuò per «dare all’Italia la sua maggioranza naturale».
Lezione che resta più che mai valida, mentre il sistema politico attraversa il tunnel di una nuova transizione per molti versi simile a quella che lo stesso Pinuccio visse tra il 1992 e il 1994.
Come allora, sono giorni in cui il dibattito sulla legge elettorale e il dialogo tra i partiti è tornato centrale. Un terreno congeniale a Tatarella, in virtù di quell’impostazione autenticamente riformista che ne ispirava il pensiero e l’azione. Non a caso il Tatarellum, il sistema elettorale regionale, fu uno dei suoi capolavori. Un mix di governabilità e rappresentanza che ha fatto delle Regioni il sistema istituzionale più stabile della Penisola. Un modello al quale la politica dovrebbe guardare con attenzione oggi, nel momento in cui si accinge a cambiare le regole del gioco per aprire una nuova stagione. Enormemente frammentata, con i partiti in piena crisi d’identità e che si scambiano confusamente i ruoli, popolata da personalismi, la politica italiana dovrebbe approfittare di questo 13esimo anniversario per riflettere sulla necessità di operare nuove sintesi nel rispetto delle tradizioni politiche profonde della Nazione. E quella moderata, riformista, di destra, nazionale e liberale lo è senz’altro.
Manca però l’idea forte, catalizzatrice. Con l’uomo in grado di offrirla per ricostituire un rinnovato schieramento in grado di contendere alla sinistra il Governo del Paese. Insomma, manca Tatarella. Chi lo immaginerebbe in difficoltà nel promuovere una nuova casa comune, dato lo scenario tripolare attuale, sbaglierebbe. Fu Pinuccio a scrivere che «chi lavora per rafforzare comunque il centro in qualsiasi versione ma sempre in collegamento con la destra e viceversa, avrà dato un contributo per la formazione prima e la vittoria poi del fronte articolato del centrodestra rinnovato e allargato. Ben venga quindi il centro. Fatelo subito, forte e visibile. Questo è l’appello che viene dalla destra democratica». Era l’agosto del 1998 e queste parole uscirono su “Millennio”, l’ultima delle sue creature di carta.
Sì, perché Pinuccio riteneva che ogni volta che la politica avesse un’idea da lanciare ci fosse bisogno di un giornale che la veicolasse. Forse è per questo che non si vedono più tanti giornali in giro. Tredici anni dopo abbiamo ancora bisogno di Tatarella.
Vincenzo Nardiello su Il Roma dell’8 febbraio 2012
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Posted on 07 aprile 2012. Tags: destra, destra veneta, identità nazionale, marò, patrioti, PDL, Popolo della Libertà, raffaele zanon, Reggimento San Marco, università padova, Veneto, Zanon
di Giampiero Cannella .Non potranno riabbracciare i loro cari, nemmeno a Pasqua. I due marò del Reggimento San Marco prigionieri in India resteranno sotto la custodia dei loro carcerieri in barba alle proteste ed alle norme del diritto internazionale invocate dall’Italia. La tensione è tornata a salire dopo che alla vigilia di una nuova udienza dell’Alta Corte di Kochi, chiamata ad esaminare il ricorso italiano relativo alla giurisdizione sul processo che coinvolge Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, il ”primo ministro” dello Stato federale del Kerala, Oommen Chandy, ha affermato categoricamente che il processo non potrà che svolgersi in India.
Una posizione provocatoria, certamente non nuova, ma che infrange le speranze di chi ha finora ritenuto che la tattica del low profile diplomatico fosse alla lunga vincente. Colto alla sprovvista, il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura, appena giunto a Nuova Delhi per una serie di colloqui riguardanti la vicenda dei due fucilieri, ha reagito con stizza definendo “improvvida e francamente inopportuna” la dichiarazione di Chandy. Ma al di là delle reazioni verbali, non si intravedono spiragli per una risoluzione positiva della controversia. L’indecisione e gli errori iniziali che hanno portato alla cattura dei due militari, uniti ai balbettii del governo italiano, hanno determinato una situazione senza precedenti che rischia di precipitare. Le prossime tappe prevedono la decisione del magistrato di Kollam, che prevedibilmente ordinerà un altro periodo di carcerazione e, a seguire, l’Alta Corte di Kochi acquisirà una memoria dello Stato del Kerala contenente la tesi per al quale il presunto reato commesso dai due marò dovrà essere giudicato e punito secondo le leggi indiane. Una posizione diametralmente opposta a quella delle Autorità italiane che sostengono un conflitto di attribuzione e rivendicano la competenza nazionale in virtù del fatto che il reato contestato è stato commesso da due militari a bordo di una nave battente il tricolore in acque internazionali. Se la tesi di Roma non avesse, come purtroppo pare, la meglio, la garanzia di un processo equo e di un epilogo positivo sarebbero praticamente nulle. Un segnale inquietante in tal senso viene dalla perizia disposta dal magistrato locale sulle armi dei nostri fanti di Marina e sui proiettili trovati nei corpi dei due pescatori. Dalle indagini, fin dall’inizio, furono esclusi i periti dell’Arma dei Carabinieri giunti a Nuova Delhi, e adesso, a distanza di tre settimane, di quei test non vi è traccia.
La scelta di non inasprire i toni finora espressa dal ministro degli Esteri Terzi non è servita quindi a convincere le autorità indiane ad agire in ossequio al diritto internazionale. Ne il governo Monti sembra in grado di concentrare l’attenzione dei principali partner internazionali su di una vicenda che rischia di incancrenirsi e di giungere ad epiloghi impensabili. Eppure le nostre Forze Armate partecipano a decine di missioni internazionali, forse sarebbe il caso che Roma trovasse il coraggio di ricordare ai nostri alleati storici quanto sia “indispensabile” la nostra presenza nelle operazioni “fuori area”.
da Destra.it
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Posted on 26 marzo 2012. Tags: Alleanza Nazionale, destra, destra veneta, identità nazionale, Nicola Pasetto, patrioti, Popolo della Libertà, raffaele zanon, Veneto
A quindici anni dalla Sua scomparsa, la Comunità che lo vide protagonista ricorda Nicola Pasetto. Per tale occasione è organizzato l’evento “Vivere Davvero” con un concerto della storica Compagnia dell’Anello. L’appuntamento è fissato per giovedì 29 marzo alle ore 21,00 presso il teatro Camploy in via Cantarane 32 a Verona
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