Posted on 20 luglio 2011. Tags: destra, destra veneta, gasparri, Giorgia Meloni, giovane italia, identità nazionale, immigrazione, La Russa, legge sicurezza, libia, Padova, PDL, Popolo della Libertà, raffaele zanon, ronde, Sicurezza, stazione, Unità d'Italia, Veneto, Zanon
“Oltre allo sconcerto e ai timori dei cittadini che hanno assistiti impotenti allaguerriglia, ho potuto constatare l’arroganza e la consapevolezza di poter agire indisturbati di molti degli autori delle violenze come se quell’area dellacittà fosse terra di nessuno.” Questo è il commento del Coordinatore Vicario Provinciale del Popolo della Libertà Raffaele Zanon a seguito dell’ennesima rissa scoppiata nei pressi della stazione e che ha richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine per sedare delle bande di extracomunitari impegnatein una lotta senza quartiere per il controllo dello spaccio di droga. “Hopotuto riscontrare personalmente con altri cittadini ciò che è accaduto ieri a Padova nel piazzale della Stazione e mi sono reso conto che Tripoli non è poi così distante.” “Ho inviato una lettera al Prefetto Ennio Mario Sodano invitandolo a non sottovalutare i gravi fatti e a convocare il prima possibileuna riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, al fine di programmarecon l’amministrazione locale una serie di interventi coordinati per evitare che quella zona della città diventi ostaggio della malavita organizzata che, come dimostrato, agisce sentendosi impunita e creando situazioni di tensione giornaliera”. “E’ evidente a tutti che non basta lo scaricabarile della Giunta comunale e gli interventi delle Forze dell’Ordine – aggiunge l’esponente delPdL – stiamo assistendo ad un peggioramento della situazione che grava pesantemente sui residenti, sui commercianti e su chi frequenta la zona permotivi di lavoro o di studio. Il Popolo della Libertà ritiene che oltre alla presenza degli uomini in divisa si debbano prevedere forme di controllomaggiori rispetto a quanto sta avvenendo ed un impegno più serrato dellamagistratura per assicurare certezza della pena ai malfattori .”
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Posted on 27 aprile 2011. Tags: destra veneta, identità nazionale, immigrati, legge sicurezza, libia, mazzola e giralucci, Padova, PDL, prefetto, raffaele zanon, ronde, Sicurezza, Veneto
“Ho potuto riscontrare personalmente con altri cittadini ciò che è accaduto ieri a Padova nel piazzale della Stazione e mi sono reso conto che Tripoli non è poi così distante.” Questo è il commento del Coordinatore Vicario Provinciale del Popolo della Libertà Raffaele Zanon a seguito dell’ennesima rissa scoppiata nei pressi della stazione e che ha richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine per sedare delle bande di extracomunitari impegnate in una lotta senza quartiere per il controllo dello spaccio di droga. “Oltre allo sconcerto e ai timori dei cittadini che hanno assistiti impotenti alla guerriglia, ho potuto constatare il danneggiamento e l’imbrattamento delle pensiline degli autobus come se quell’area della città fosse terra di nessuno.” “Ho inviato una lettera al Prefetto Ennio Mario Sodano invitandolo a non sottovalutare i gravi fatti e a convocare il prima possibile una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, al fine di programmare con l’amministrazione locale una serie di interventi coordinati per evitare che quella zona della città diventi ostaggio della malavita organizzata che, come dimostrato, agisce sentendosi impunita e creando situazioni di tensione giornaliera”. “E’ evidente a tutti che non bastano le rassicurazioni della Giunta comunale e gli interventi delle Forze dell’Ordine – aggiunge l’esponente del PdL – stiamo assistendo ad un peggioramento della situazione che grava pesantemente sui residenti, sui commercianti e su chi frequenta la zona per motivi di lavoro o di studio. Il Popolo della Libertà ritiene che oltre alla presenza degli uomini in divisa si debbano prevedere forme di controllo maggiori rispetto a quanto sta avvenendo.”
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Posted on 25 marzo 2011. Tags: destra, destra veneta, gasparri, Giorgia Meloni, giovane italia, identità nazionale, italia, La Russa, legge sicurezza, libia, marcello veneziani, Padova, patrioti, PDL, Popolo della Libertà, raffaele zanon, tricolore, Unità d'Italia, Veneto, Zanon
Il mondo arabo sta vivendo il suo Otto/Novecento, con sussulti di tipo risorgimentale e fanatismi ideologici di tipo islamico. Perciò è una polveriera, come lo fu il nostro secolo terribile. Noi italiani, ieri come oggi, siamo nel mezzo, al confine
Signori, stiamo vivendo la terza guerra arabo-occidentale. Una ogni dieci anni. Nel ’91 si cominciò con l’attacco all’Irak. Poi, nel 2001, dopo l’11 settembre, partì la guerra agli Stati-canaglia. Ora, nel 2011, dopo la rivolta del nord-Africa, siamo in Libia. Sullo sfondo la polveriera palestinese con Israele, l’Afghanistan e l’Iran. Appena cadde il blocco sovietico, la tensione si spostò da est/ ovest a nord/sud. Il mondo arabo sta vivendo il suo Otto/Novecento, con sussulti di tipo risorgimentale e fanatismi ideologici di tipo islamico. Perciò è una polveriera, come lo fu il nostro secolo terribile. Noi italiani, ieri come oggi, siamo nel mezzo, al confine.
Ha suscitato dissensi la tesi finale di un mio editoriale: a torto o ragione sto con l’Italia. No, mi hanno scritto vari lettori, io non sto con il mio Paese se ha torto. Alcuni hanno citato giusti esempi per dimostrare che a volte si deve dissentire. Innanzitutto non ho detto che si devono condividere tutte le decisioni che assumono i governi in carica, ma una cosa diversa: il mio Paese viene prima delle mie personali preferenze. Nel caso libico, gli interessi del mio Paese non coincidono con quelli francesi o dei «volenterosi ». Invece la posizione assunta dal governo italiano in questo caso mi pare che rispecchi questo disagio e cerchi una via d’uscita.Ci sono ragioni geopolitiche, flussi migratori, interessi strategici ed economici che ci portano a divergere dai falchi. Comunque non si tratta di allinearsi in modo cieco e assoluto al proprio Paese.
A volte bisogna avere il coraggio di discordare; lo so bene, sfondate una porta aperta. Ma se il tuo Paese viene coinvolto in un evento più grande di te, non puoi far l’obbiettore di coscienza ma devi capire che se la nave affonda ci sei dentro anche tu, anche se ti dissoci. Insomma è giusto – non sempre, ma in linea di massima, come regola generale – essere solidali con la propria comunità. Anche per compensare l’egoismo nostrano che spesso si ammanta di nobili ragioni di principio per anteporre in realtà i fatti propri al comune destino. Non fa male, talvolta, pensare più in grande. Con amor patrio.
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Posted on 25 febbraio 2011. Tags: Berlusconi, destra veneta, gasparri, gheddafi, Lega, libia, marcello veneziani, Popolo della Libertà, raffaele zanon, terroni, Zanon
Conforta scoprire l’anima terrona della Lega che attacca l’egoismo del Nord Europa, suggerisce di mandare i profughi in Germania e in Finlandia e fa fronte con il nostro Sud agli sbarchi.
È miserabile lo spettacolo di quest’Europa che davanti all’esodo massiccio dal Nord Africa, dice all’Italia: fatti vostri. Un becero egoismo riporta i Paesi europei dentro gli angusti confini del passato, in un nazionalismo micragnoso e vigliacco. Ma quest’Europa Unita esiste o è solo roba di banche, misure e direttive? È pensabile che un fenomeno biblico e globale come la migrazione sia scaricata sulle spalle di un onesto brigadiere di frontiera che deve proteggere l’Europa e l’Occidente? Vi pare normale che le Nazioni Unite ci chiedano di evitare i respingimenti ma il resto d’Europa si chiuda a riccio e ci suggerisca di cacciarli? Ho trovato squallida anche la sciacalleria rusticana dell’opposizione nostrana che ha subito imbandito comizi e piazzate non per far sentire la voce di un Paese che reagisce unito davanti alla minaccia e all’eurosquagliamento, ma per scaricare su Berlusconi anche le colpe di Gheddafi.
E si deliziano a immaginare un discorso finale dal bunker di Arcore… dopo Ben Alì, Mubarak e Gheddafi, ora Silvio viene… Eppure il primo a sdoganare Gheddafi in Occidente, lo dice lui stesso, fu Prodi. E prima di lui la sinistra tifava per la rivoluzione del Colonnello, sparava contro il nostro colonialismo fascista (ma l’impresa libica la fece giusto cent’anni fa Giolitti, mica Mussolini) e considerava fascisti e sfruttatori gli italiani cacciati e derubati da Gheddafi che aspettano ancora i risarcimenti (chiedetelo a Leone Massa, presidente dei profughi italiani dalla Libia). Tra i tiranni di fuori e i vigliacchi di dentro, conforta scoprire l’anima terrona della Lega che attacca l’egoismo del Nord Europa, suggerisce di mandare i profughi in Germania e in Finlandia e fa fronte con il nostro Sud agli sbarchi.
È bello vedere Bossi e i leghisti stracciare la logica barbara, adottata fino a ieri, secondo cui i guai del Sud se li ciuccia il Sud. Nella vita, prima o poi, ci si scopre meridionali di qualcuno; perfino gli altoatesini sono sudtirolesi, cioè terroni dell’Austria. Fa piacere sapere che dentro la scorza padana pulsa un cuore italomediterraneo, con vista sul mare. Viva i Maroni alle cozze.
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