Posted on 24 aprile 2012. Tags: Fronte Nazionale, marcello veneziani, Marine Le Pen, raffaele zanon
Uuuuu.
Già li sento soffiare allarmati, per il trionfo di Marine Le Pen alle elezioni francesi. Paura, orrore, fantasmi del passato che tornano…
In realtà Marine Le Pen non è il problema e non è la soluzione, ma è un segnale. Non è il problema perché il suo successo elettorale è un primo livello di risposta al problema dei francesi e degli europei: la svendita della sovranità politica, popolare e nazionale ai poteri finanziari, transnazionali e tecnocratici, la crisi economica che si abbatte sulla gente ma esonera i suddetti, il mal dell’euro,la dipendenza dalle banche centrali, la subalternità dell’Europa alla Germania. Questi sono i problemi, mica Le Pen.
Certo, Marine Le Pen non è la soluzione, indica il livello d’allarme, la voglia di risposte radicali alla crisi, ma non ha concrete possibilità di governo, non ha potere di coalizione politica con i moderati o di alleanza con i poteri che contano. Ma è un segnale forte e tutto sommato utile, da cogliere.
Qualcuno deve dar voce, corpo e credibilità a questa istanza, ma deve darne una versione composta e compatibile con un’alleanza più vasta. Una lezione anche per noi (finora l’ha capita solo Storace, arruolato da Marine).
Mentre suonavano l’allarme rosso a livello mondiale per il voto alla Le Pen, nel Mar Giallo Russia e Cina facevano esercitazioni militari congiunte. Vi dice niente, vi ricorda qualcosa?
Voi pensate alla Marine e i fantasmi nazi del passato remoto, mentre le navi degli eredi del comunismo, di Stalin e di Mao, mandano un segnale rosso, in tutti i sensi.
di Marcello Veneziani
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Posted on 18 aprile 2012. Tags: Formigoni, marcello veneziani, PDL, raffaele zanon, Vendola, Veneto, Zanon
Non potete mettere sullo stesso piano Vendola e Formigoni per equidistanza. Tentare il massacro di Formigoni e usare mani di fata per Vendola
Non potete mettere sullo stesso piano Vendola e Formigoni per equidistanza, come fa per esempio Antonio Polito sul Corriere della sera ( salvo poi accanirsi su Formigoni). E tantomeno potete tentare il massacro di Formigoni (salvo uscirne massacrati) e usare invece mani di fata per Vendola e dintorni. Come fa Gad Lerner, tutta la filiera della Sette e la Repubblica .
Non discuto la loro levatura politica: nel paesaggio odierno svettano ambedue. E non dico delle malepiante, cresciute copiose in ambedue le Regioni.
No, io paragono una regione che funziona, in particolare nella sanità, come la Lombardia e una regione che non funziona, in particolare nella sanità, come la Puglia, con un governatore che non si accorgeva del malaffare nel settore più rilevante della sua amministrazione. Non potete paragonare decine di milioni pubblici rubati alla salute dei cittadini con una vacanza ospite di un faccendiere di Cl. E non potete considerare un merito la rielezione di Vendola e una colpa la rielezione plurima aggravata di Formigoni,con consensi popolari crescenti. Più in generale non potete inscenare un kolossal a reti unificate sulla Lega, con saghe comiche e filmati, e dedicare misurate parentesi ai furti ben più rilevanti della Margherita. Una multa pagata dal Partito a Renzino Bossi merita interi serial tv e un week end di Lusi con aerotaxi, costato 50 volte di più ai contribuenti, merita solo una notizia. Disonesto non è solo chi ruba e fa rubare, ma anche chi spaccia notizie adulterate o aizza odio, smerciandolo per giustizia.
di Marcello Veneziani
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Posted on 07 aprile 2012. Tags: destra veneta, marcello veneziani, patrioti, Popolo della Libertà, Veneto, Zanon
di M.Veneziani Bentornata destra nazionale e sociale. La data scelta non è delle migliori, ma l’incontro milanese di stamani 1˚ aprile è un segno di vita della rediviva destra dopo la triplice catastrofe: lo scioglimento di An, la diaspora di Fini, la caduta del governo Berlusconi.
A festeggiare i 60 anni del Secolo d’Italia ci sono tutte le componenti, eccetto due: la Destra di Storace e il Terzopolo di Fini, in questi giorni incartato nella leggina «ad personcinam» per mantenere i privilegi quando finirà la cuccagna di presidente della Camera.
L’incontro è necessario per non sparire. Distinguersi per non estinguersi.
Ma è necessario anche per il Pdl, perché non può permettersi il lusso di disperdere quell’opinione pubblica di destra che è almeno un terzo del suo bacino di consensi. Lo slogan «sempre protagonisti » è eccessivo per comparse che rischiano la scomparsa, ma è un segno di vita.
Quattro consigli non richiesti. Il primo, costituite un punto di riferimento stabile e visibile per la destra, non un partito ma un centro, un cuore (a cui destinare i fondi di An) e apritelo anche al di là del Pdl. Secondo, non giocate questa componente in chiave ostile contro l’ex Forza Italia, fate un altro gioco, più grande e più lungimirante.
Terzo, non limitatelo ai politici, cercate di chiamare a raccolta ambiti diversi, non elettorali. Quarto, sceglietevi se non un leader almeno un portavoce, giovane, presentabile e d’estro, facendo un salto generazionale.
Non un «colonnello» ma un capitano coraggioso per riveder le stelle. E destreggiarsi.
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Posted on 14 novembre 2011. Tags: Angelino Alfano, Berlusconi, destra, destra veneta, gasparri, identità nazionale, La Russa, marcello veneziani, Padova, patrioti, PDL, Popolo della Libertà, raffaele zanon, università padova, Veneto, Zanon
Son contento che Berlusconi si sia dimesso. Son contento per lui, innanzitutto, che esce da questo circo infame di cui è stato impresario, vittima e ostaggio. Son contento per Fini che ora, se ha la buona memoria tipica dei vendicativi, dovrebbe dimettersi a ruota, come promise.Son contento per Bossi perché era diventato imbarazzante al governo per le posizioni assunte e i modi d’espressione. Son contento per Tremonti che ha due monti in più del premier designato e potrà goderseli da casa lassù, senza cercare alloggi sconvenienti a Roma. Son contento per Letta perché avrà il ricongiungimento famigliare in un governo con i Letta a castello.Son contento per i traditori e i mercenari, le squinzie e le servette della politica che finalmente non avranno più l’Oggetto per esercitare la loro bassa gratitudine e la loro infame ingratitudine. Son contento per chi ha campato sul berlusconismo e sull’antiberlusconismo, perché ora «si parrà» il loro valore, al di là di B. Son contento per chi guiderà il Paese e dovrà dimostrare che i guai venivano da lui e ora invece stiamo bene. Son contento per i giudici che potranno occuparsi della giustizia trascurata per tallonare il premier.Son contento per Napolitano che non potrà più passare per Moderato in confronto con lo Smoderato Premier. Son contento per me che non sopportavo più questo clima pessimo che semplifica tutto nel pro o contro B., con l’alternativa assurda tra servo o traditore.Son contento per l’Italia che ora è nuda e cruda, senza più alibi né paraventi. Meno male che Silvio c’era.di M.Veneziani
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