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La paura del nero, i rossi e il Mar Giallo.di Marcello Veneziani


Uuuuu.
Già li sento soffiare allarmati, per il trionfo di Marine Le Pen alle elezioni francesi. Paura, orrore, fantasmi del pas­sato che tornano…
In realtà Marine Le Pen non è il proble­ma e non è la soluzione, ma è un segnale. Non è il problema perché il suo successo elettorale è un primo livello di risposta al problema dei francesi e degli europei: la svendita della sovranità politica, po­polare e nazionale ai poteri finanziari, transnazionali e tecnocratici, la crisi eco­nomica che si abbatte sulla gente ma eso­nera i suddetti, il mal dell’euro,la dipen­denza dalle banche centrali, la subalter­nità dell’Europa alla Germania. Questi sono i problemi, mica Le Pen.
Certo, Marine Le Pen non è la soluzio­ne, indica il livello d’allarme, la voglia di risposte radicali alla crisi, ma non ha concrete possibilità di governo, non ha potere di coalizione politica con i mode­rati o di alleanza con i poteri che conta­no. Ma è un segnale forte e tutto somma­to utile, da cogliere.
Qualcuno deve dar voce, corpo e cre­dibilità a questa istanza, ma deve darne una versione composta e compatibile con un’alleanza più vasta. Una lezione anche per noi (finora l’ha capita solo Storace, arruolato da Marine).
Mentre suonavano l’allarme rosso a li­vello mondiale per il voto alla Le Pen, nel Mar Giallo Russia e Cina facevano eserci­tazioni militari congiunte. Vi dice nien­te, vi ricorda qualcosa?
Voi pensate alla Marine e i fantasmi nazi del passato remoto, mentre le navi degli eredi del comunismo, di Stalin e di Mao, mandano un segnale rosso, in tutti i sensi.
di Marcello Veneziani

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Vendola e Formigoni, due pesi e una misura


Non potete mettere sullo stesso piano Vendola e Formigoni per equidistanza. Tentare il massacro di Formigoni e usare mani di fata per Vendola
Non potete mettere sullo stesso piano Vendola e Formigoni per equidistanza, come fa per esempio An­tonio Polito sul Corriere della sera ( sal­vo poi accanirsi su Formigoni). E tan­tomeno potete tentare il massacro di Formigoni (salvo uscirne massacrati) e usare invece mani di fata per Vendo­la e dintorni. Come fa Gad Lerner, tut­ta la filiera della Sette e la Repubblica .
Non discuto la loro levatura politi­ca: nel paesaggio odierno svettano am­bedue. E non dico delle malepiante, cresciute copiose in ambedue le Re­gioni.
No, io paragono una regione che funziona, in particolare nella sani­tà, come la Lombardia e una regione che non funziona, in particolare nella sanità, come la Puglia, con un governa­tore che non si accorgeva del malaffa­re nel settore più rilevante della sua amministrazione. Non potete parago­nare decine di milioni pubblici rubati alla salute dei cittadini con una vacan­za ospite di un faccendiere di Cl. E non potete considerare un merito la riele­zione di Vendola e una colpa la riele­zione plurima aggravata di Formigo­ni,con consensi popolari crescenti. Più in generale non potete inscenare un kolossal a reti unificate sulla Lega, con saghe comiche e filmati, e dedica­r­e misurate parentesi ai furti ben più ri­levanti della Margherita. Una multa pagata dal Partito a Renzino Bossi me­rita interi serial tv e un week end di Lu­si con aerotaxi, costato 50 volte di più ai contribuenti, merita solo una noti­zia. Disonesto non è solo chi ruba e fa rubare, ma anche chi spaccia notizie adulterate o aizza odio, smerciandolo per giustizia.

di Marcello Veneziani

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Un capitano per rilanciare la destra


di M.Veneziani Bentornata destra nazionale e socia­le. La data scelta non è delle miglio­ri, ma l’incontro milanese di stamani 1˚ aprile è un segno di vita della rediviva de­­stra dopo la triplice catastrofe: lo sciogli­mento di An, la diaspora di Fini, la cadu­ta del governo Berlusconi.
A festeggiare i 60 anni del Secolo d’Ita­lia ci sono tutte le componenti, eccetto due: la Destra di Storace e il Terzopolo di Fini, in questi giorni incartato nella leggi­na «ad personcinam» per mantenere i privilegi quando finirà la cuccagna di presidente della Camera.
L’incontro è necessario per non spari­re. Distinguersi per non estinguersi.
Ma è necessario anche per il Pdl, per­ché non può permettersi il lusso di di­sperdere quell’opinione pubblica di de­stra che è almeno un terzo del suo baci­no di consensi. Lo slogan «sempre prota­gonisti » è eccessivo per comparse che ri­schiano la scomparsa, ma è un segno di vita.
Quattro consigli non richiesti. Il pri­mo, costituite un punto di riferimento stabile e visibile per la destra, non un par­tito ma un centro, un cuore (a cui destina­re i fondi di An) e apritelo anche al di là del Pdl. Secondo, non giocate questa componente in chiave ostile contro l’ex Forza Italia, fate un altro gioco, più gran­de e più lungimirante.
Terzo, non limitatelo ai politici, cerca­te di chiamare a raccolta ambiti diversi, non elettorali. Quarto, sceglietevi se non un leader almeno un portavoce, giova­ne, presentabile e d’estro, facendo un salto generazionale.
Non un «colonnello» ma un capitano coraggioso per riveder le stelle. E destreg­giarsi.

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Perché sono contento che sia finita


Son contento che Berlusconi si sia dimesso. Son contento per lui, innanzitutto, che esce da questo circo infame di cui è stato impresario, vittima e ostaggio. Son contento per Fini che ora, se ha la buona memoria tipica dei vendicativi, dovrebbe dimettersi a ruota, come promise.Son contento per Bossi perché era diventato imbarazzante al governo per le posizioni assunte e i modi d’espressione. Son contento per Tremonti che ha due monti in più del premier designato e potrà goderseli da casa lassù, senza cercare alloggi sconvenienti a Roma. Son contento per Letta perché avrà il ricongiungimento famigliare in un governo con i Letta a castello.Son contento per i traditori e i mercenari, le squinzie e le servette della politica che finalmente non avranno più l’Oggetto per esercitare la loro bassa gratitudine e la loro infame ingratitudine. Son contento per chi ha campato sul berlusconismo e sull’antiberlusconismo, perché ora «si parrà» il loro valore, al di là di B. Son contento per chi guiderà il Paese e dovrà dimostrare che i guai venivano da lui e ora invece stiamo bene. Son contento per i giudici che potranno occuparsi della giustizia trascurata per tallonare il premier.Son contento per Napolitano che non potrà più passare per Moderato in confronto con lo Smoderato Premier. Son contento per me che non sopportavo più questo clima pessimo che semplifica tutto nel pro o contro B., con l’alternativa assurda tra servo o traditore.Son contento per l’Italia che ora è nuda e cruda, senza più alibi né paraventi. Meno male che Silvio c’era.di M.Veneziani

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