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Popolo della Libertà, vero e unico partito nazionale


I 150 anni dell’unità d’Italia meritano questa festa. Ma anche qualche riflessione, e soprattutto qualche dato di fatto sul presente e futuro del Paese, più che sul passato.
Se c’è un vero partito nazionale, che rappresenta l’Italia, questo è il Popolo della Libertà. Quando l’inno nazionale ed il tricolore non erano di moda, anzi erano osteggiati dalla sinistra e dai partiti della prima repubblica come simboli di pericoloso nazionalismo, fu nell’allora Forza Italia che si ebbe il coraggio di onorare la bandiera e l’inno.
 
Per il resto parlano i numeri.
·        Il Pdl è il primo partito italiano in tutte le elezioni, dalle Politiche 2008 alle Europee 2009 alle Regionali 2010 passando per i vari turni amministrativi.
·        Il Pdl si conferma primo partito in tutti i sondaggi attuali.
·        Assieme alla Lega, amministra a livello locale 42 milioni di cittadini contro il 18 amministrati dalle opposizioni.
·        Assieme alla Lega governa 12 delle 20 regioni italiane, quelle con maggiore popolazione e ricchezza, contro 6 governate dal centro-sinistra e due dalle minoranze autonome linguistiche.
·        Il Pdl governa direttamente Lombardia, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Campania, Abruzzi, Molise, Sardegna.
·        Il Pdl amministra le due maggiori città italiane, le due capitali d’Italia, Roma e Milano.
·        Esprime il presidente del Consiglio che ha tuttora il più alto consenso tra i leader italiani e tra i governanti europei e del G7.
·        Silvio Berlusconi è il più politicamente longevo tra i premier delle grandi democrazie. In Italia è finora l’unico che abbia portato a termine una legislatura – la 2001-2006 – e non c’è dubbio che porterà a termine anche questa.
·        Il Pdl è un partito liberale interclassista: rappresenta lavoratori e imprenditori, cattolici e laici, l’Italia del Nord, del Centro e del Sud.
·        Il Pdl ha nel dna e nel proprio atto costitutivo, la difesa dell’unità nazionale come principio, e della coesione sociale nei fatti. Questo è avvenuto nel pieno della crisi economica, tutelando le famiglie, il risparmio e l’imprenditoria. A maggior ragione avverrà con la ripresa.
·        Il Pdl non è e non è mai stato un movimento “contro” qualcosa o qualcuno. Ma sempre “per” qualcosa e “per” qualcuno.
·        Il Popolo della Libertà, infine, ha nella sua sigla la propria missione. La libertà è il primo bisogno e il primo diritto dell’uomo. Senza libertà nessun paese vive, e nessuna unità è possibile.

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Il plotone di Matteo scrive all’alpino: «I tuoi sogni vivono in noi»


Lettera degli amici: «Ci hai insegnato che il militare non è solo retorica ma anche sacrificio, abnegazione e cameratismo»
Ciao Matteo ti scriviamo qualche riga per ricordarti anche se non basterebbe un libro intero per raccontare tutta la tua passione, il tuo attaccamento agli alpini e la dedizione al lavoro che stavi facendo.
Già pensavi a tuo ritorno, non solo per le feste e l’allegria ma per insegnare.
Avevi già programmato di insegnare alle nuove generazioni, tramite la scuola, volevi raccontare infatti che essere alpini è un grande valore, che fare il militare non è solo retorica ma anche avventura, sacrificio, abnegazione e cameratismo. Dalle tue lettere, specialmente quella spedita al tuo Sindaco, ti raccontavi, traspariva questo tuo messaggio, che la patria e la bandiera sono valori che tutti gli italiani portano con sé.
Ti ricordiamo come un ragazzo dedito al servizio, svolgevi ogni incarico che ti veniva affidato scrupolosamente, e nei pochi momenti liberi cercavi di migliorare le tue conoscenze: c’erano le premesse per farti diventare un buon soldato preparato in tutto, un gran persona lo eri già. Ma una maledetta pallottola ha stroncato la tua giovane vita poco prima che tu potessi tornare a casa, in un attimo si sono cancellati sogni, desideri, passioni, tutto in un istante.
Ora sei tornato a casa purtroppo avvolto nel tricolore ma tutti noi ti ricordiamo per quello che sei stato: generoso cuore alpino. La tua persona, la tua vita è stata cancellata da un proiettile, i tuoi sogni vivono in noi e in chi hai toccato con la tua personalità, il tuo modo d’essere.

Ciao Matteo
Il tuo plotone Lunedì 31 Gennaio 2011

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Anche un vescovo può peccare di presunzione


“Come molti padovani sono rimasto sconcertato dalle dichiarazioni fatte alla stampa dal Vescovo di Padova Antonio Mattiazzo sulla esaltazione dei nostri caduti nelle missioni di pace. Una volta tanto anche un Vescovo pecca di presunzione e di scarsa informazione”. Così si esprime il Dirigente Nazionale del Popolo della Libertà Raffaele Zanon che aggiunge “proprio perché Matteo Miotto è stato un fedele della Diocesi padovana che si estende fino a Thiene meriterebbe pietà e rispetto da un presule che inaspettatamente mette in discussione lo spirito della nostra missione in Afghanistan perché i nostri ragazzi sarebbero armati”. “Ci mancherebbe – sottolinea Zanon – che i nostri militari agissero disarmati, nel quadro di una missione di pace sotto l’egida dell’Onu, in un territorio dove vi è una continua guerra tra bande dove non c’è né pace né giustizia né rispetto della persona umana.” “Sarebbe come dire che le nostre Forze di Polizia non meritano rispetto perché svolgono il loro compito a tutela della nostra sicurezza portando le armi di ordinanza. Sono convinto – sostiene Zanon – che in casi come questo il silenzio e il rispetto per il lavoro dei nostri militari in un paese vittima dell’intolleranza dell’integralismo islamico dovrebbe far riflettere il Vescovo Antonio, che sicuramente avrà la capacità di comprendere che ci si può sbagliare e riconoscere il valore morale del sacrificio dei nostri uomini in divisa impegnati a restituire prima di tutto la dignità a quelle popolazioni che hanno la sfortuna di vivere in un paese vittima di un sistema medioevale che la stessa Chiesa dovrebbe contribuire a modificare e migliorare.”

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Con il gen.Luigi Ramponi per stare vicini ai nostri alpini in Afghanistan


Appuntamento per tutti venerdì 21 alle ore 18.30 presso la sede del Pdl in Piazza Giovannelli a Noventa Padovana incontro con la cittadinanza alla presenza del senatore gen.Luigi Ramponi.Tema dell’incontro “Il significato delle missioni di pace all’estero”.
Nel corso dell’incontro verrà ricordato l’ultimo caduto in Afghanistan, l’alpino Luca Sanna.
Saranno presenti i coordinatori provinciali del Pdl Lorena Milanato e Raffaele Zanon e i coordinatori locali Roberta Toffanin ed Enrico Ingegneri.Delegazioni della GIOVANE ITALIA e dell’Associazione Culturale DESTRA VENETA.

Luca Sanna è stato ucciso e un altro è rimasto ferito oggi in Afghanistan nell’avamposto italiano nella zona di Bala Murghab.

“E’ stato ucciso da un terrorista in uniforme dell’esercito afgano” l’alpino Luca Sanna, colpito oggi a morte in un avamposto italiano nell’Ovest dell’Afghanistan. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Secondo La Russa, sono due le ipotesi ancora al vaglio degli investigatori: o che il terrorista non fosse un militare ma indossasse l’uniforme, oppure – “meno probabile” – che fosse un infiltrato nell’esercito afgano, arruolatosi proprio per compiere azioni di questo tipo.

“I fatti – ha ricostruito La Russa – sono avvenuti alle 12,05 ora italiana in un avamposto nella zona di Bala Murghab”, nella parte settentrionale della regione Ovest, a comando italiano. Il caporalmaggiore Luca Sanna e un suo commilitone “sono stati entrambi colpiti da un uomo che indossava una uniforme afgana e che si è avvicinato loro con uno stratagemma, forse manifestando problemi all’arma”. Dopo aver centrato Sanna alla testa e l’altro militare alla spalla, l’uomo “si è allontanato. Per questo – ha proseguito La Russa – non è possibile dire ora con certezza se fosse un terrorista che indossava una divisa o un vero e proprio infiltrato nell’esercito afgano. In un caso o nell’altro non si può parlare di fuoco amico, perché è stato sicuramente fuoco nemico”.

LA RUSSA, AVANTI CON LA MISSIONE – Dopo l’uccisione di un altro militare italiano in Afghanistan, “possiamo solo ribadire ancora una volta che non è in discussione la bontà delle ragioni che ci inducono a perseguire gli scopi della missione”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in una conferenza stampa a Palazzo Baracchini. “Ma questo – ha avvertito il ministro – non ci impedisce di valutare di volta in volta quali sono le condizioni in cui i nostri militari possono e devono essere impiegati”.

Dopo gli ‘Ied’, gli ordigni esplosivi improvvisati che molte vittime hanno mietuto in Afghanistan tra i militari occidentali, la nuova minaccia per i militari italiani in Afghanistan è ora costituita dagli scontri a fuoco come quello in cui il 31 dicembre è stato ucciso Matteo Miotto e l’altro, per quanto atipico, che è costato oggi la vita al caporalmaggiore Luca Sanna. La Russa ha spiegato che la minaccia costituita dagli ordigni é di molto scemata negli ultimi tempi, soprattutto grazie all’azione di contrasto ai fabbricanti e ai mezzi tecnologici che neutralizzano gli effetti di queste bombe. Riguardo alla minaccia costituita dai colpi di arma da fuoco, invece, la problematica è al vaglio dei vertici militari e “stiamo studiando – ha detto La Russa – ogni misura che possa incrementare la sicurezza dei nostri soldati”.

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