Posted on 17 giugno 2011. Tags: destra, destra veneta, gasparri, Giorgetti, Giorgia Meloni, giovane italia, identità nazionale, La Russa, mazzola e giralucci, Padova, Popolo della Libertà, raffaele zanon, Silvia Giralucci, Zanon
““Mai come in questo momento non bisogna abbassare la guardia nei confronti del terrorismo: la città non può e non deve dimenticare. Il 17 giugno 1974 le Brigate Rosse compiono a Padova il loro primo omicidio: assassinano a sangue freddo due militanti di Destra. Sono passati 37anni da allora, ma il ricordo è ancora vivo e presente nella memoria di noi tutti, è indispensabile allora evitare qualunque silenzio, qualunque dimenticanza su questo tragico anniversario. Le responsabilità di questa tragedia che avviarono la lotta degli anni di piombo non sono state cancellate e non devono essere dimenticate in futuro”. “Continuare a ricordare ancora oggi il sacrificio di Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola vuol dire trasmettere la memoria di coloro che sono caduti in quella stagione buia e negli anni successivi. Ricordarli istituzionalmente vuol dire non dimenticare le famiglie delle vittime e svolgere un’azione su un terreno assai sensibile. Significa educare alla pacificazione, educare alla Civile convivenza che non può, e non deve, essere quella suggerita dai riflettori ancora troppo accesi su quanti hanno commesso i crimini di sangue che segnarono la storia dell’eversione.
PADOVA 17 GIUGNO
Cittadino fermati, guarda di qua.
Fermo, non nasconderti, è la tua città.
Quella che stavolta si macchia di sangue
quando col silenzio ogni sogno infrange.
Tu borghese guardati, ecco cosa sei.
…Guardati e vergognati, anche tu lo sai
che la vigliaccheria ti taglia le gambe
e la morte mia non è per te importante.
Cittadino fermati, ora stai zitto,
è il silenzio ipocrita di chi è sconfitto,
è il silenzio complice di chi spesso mente,
di chi per interesse o paura si vende.
E anche tu vigliacco, brigatista rosso
anche se il tuo nome io dire qui non posso,
anche se il tuo nome resterà sconosciuto,
anche se mi hai ucciso, io non sono muto
e resto qui a cantare questa mia canzone,
per chi come me ha un’opinione,
una santa idea abbastanza grande.
L’anima mia vive, questo è l’importante.
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Posted on 27 aprile 2011. Tags: destra veneta, identità nazionale, immigrati, legge sicurezza, libia, mazzola e giralucci, Padova, PDL, prefetto, raffaele zanon, ronde, Sicurezza, Veneto
“Ho potuto riscontrare personalmente con altri cittadini ciò che è accaduto ieri a Padova nel piazzale della Stazione e mi sono reso conto che Tripoli non è poi così distante.” Questo è il commento del Coordinatore Vicario Provinciale del Popolo della Libertà Raffaele Zanon a seguito dell’ennesima rissa scoppiata nei pressi della stazione e che ha richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine per sedare delle bande di extracomunitari impegnate in una lotta senza quartiere per il controllo dello spaccio di droga. “Oltre allo sconcerto e ai timori dei cittadini che hanno assistiti impotenti alla guerriglia, ho potuto constatare il danneggiamento e l’imbrattamento delle pensiline degli autobus come se quell’area della città fosse terra di nessuno.” “Ho inviato una lettera al Prefetto Ennio Mario Sodano invitandolo a non sottovalutare i gravi fatti e a convocare il prima possibile una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, al fine di programmare con l’amministrazione locale una serie di interventi coordinati per evitare che quella zona della città diventi ostaggio della malavita organizzata che, come dimostrato, agisce sentendosi impunita e creando situazioni di tensione giornaliera”. “E’ evidente a tutti che non bastano le rassicurazioni della Giunta comunale e gli interventi delle Forze dell’Ordine – aggiunge l’esponente del PdL – stiamo assistendo ad un peggioramento della situazione che grava pesantemente sui residenti, sui commercianti e su chi frequenta la zona per motivi di lavoro o di studio. Il Popolo della Libertà ritiene che oltre alla presenza degli uomini in divisa si debbano prevedere forme di controllo maggiori rispetto a quanto sta avvenendo.”
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Posted on 29 gennaio 2011. Tags: Berlusconi, destra, destra veneta, Fini, La Russa, marcello veneziani, mazzola e giralucci, Montecarlo, Padova, PDL, Popolo della Libertà, raffaele zanon, tulliani, università padova, Veneto, Zanon
Questa mattina in Riviera Ponti Romani , 56 a Padova , l’Associazione Culturale Destra Veneta ha organizzato un Sit-in di protesta davanti ai locali della ex Federazione Provinciale di Alleanza Nazionale di Padova, di proprietà della fondazione AN,a seguito degli ultimi risvolti sulla vicenda della casa di Montecarlo che sarebbe direttamente riconducibile al signor Giancarlo Tulliani, cognato del presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Un folto gruppo di giovani e di dirigenti ha presidiato pacificamente per alcune ore l’entrata della vecchia sede esponendo striscioni e distribuendo volantini per spigare ai cittadini il significato della protesta.
“Fini hai rubato i nostri sogni,chiarezza sui beni ex AN”oppure”Fini dimettiti il principato ti aspetta” si leggeva sugli striscioni esposti dai ragazzi della Giovane Italia.
Presenti al presidio anche Gabriele Zanon, già Presidente Provinciale di AN, Raffaele Zanon, già Dirigente Nazionale di AN ed ora del PDL, Enrico Pavanetto, già Coord. Regionale dei giovani di AN, FilippoAscierto, Già Parlamentare di AN ora PdL, Andrea Benato, Coord. Prov. Dei Giovani del Pdl .
I dirigenti e i giovani militanti hanno spiegato le motivazioni politiche e legali della mobilitazione e chiedendo chiarezza e trasparenza sulla gestione e le sorti del patrimonio frutto dei sacrifici e dei sogni della comunita umana e politica della Destra Italiana.
Raffaele Zanon ,Dirigente Nazionale del Pdl ,a ha spiegato che :”La vicenda della casa di Montecarlo attiene alla ad una questione di etica pubblica tanto invocata dal Presidente della Camera.
Fini deve dimettersi perchè lo ha promesso solennemente agli italiani ma anche perché non è più in grado di garantire la terzietà che il ruolo di presidente della Camera impone”
Per la coerenza che dice di avere, l’unica soluzione sono le dimissioni”.aggiunge Filippo Ascerto ricordando che era stato lo stesso Fini ad annunciare le dimissioni nel caso fosse stato provato che la casa di Montecarlo e’ di proprieta’ del cognato. ”E’ stato lui a dire che si dimetteva, lui a fare outing in videomessaggio agli italiani”
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Posted on 31 dicembre 2010. Tags: Berlusconi, centrodesta, destra, destra veneta, gasparri, Giorgetti, La Russa, mazzola e giralucci, Padova, PDL, Popolo della Libertà, Sicurezza, Zanon
Qualcuno, sbagliando ed esagerando, accusa gli ex An del Pdl di contare troppo in termini di struttura e di contenuti. Altri, in particolare Veneziani, ci chiede: «Che destra siete»? Sotto coperta, chiusi in un grande contenitore, convinti che la destra abbia esaurito la sua missione? Riconoscendomi tra i destinatari delle sue domande, senza pretese esaustive, ritengo corretto iniziare a rispondere. Il Pdl è e deve essere un grande partito di centrodestra. Se fosse un partito solo di destra non potrebbe avere gli ampi consensi già raggiunti. Al suo interno chi, come me, viene da destra e di destra si sente ha potuto con libertà, ed in ruoli non certo marginali, esprimere ideeevalori che Fini aveva già abbandonato in An. Potrei ricordare la battaglia che personalmente, e non da solo, ho condotto sui diritti della persona e sulla tutela del diritto alla vita. Lo scontro sul caso Englaro è stato uno dei momenti in cui è apparsa con chiarezza la coerenza della destra e del centrodestra da un lato e la posizione laicista di Fini dall’altro.
Abbiamo varato in questa legislatura norme severissime per contrastare l’immigrazione clandestina, diventata un reato. Abbiamo fatto per la sicurezza ciò che nel passato mai si era fatto: carcere duro più severo, sequestri dei beni della mafia, norme che hanno tradotto il pubblico impegno della destra per la legalità in direttive di azione concrete. Con risultati eclatanti. Per fare queste battaglie dovremmo rimettere in piedi l’ennesimo partitino di destra? Sarebbe un errore. Dobbiamo semmai tenere unito quel mondo di destra che ha fondato insieme a Be-lusconi, a tanti amici cattolici, riformisti ed a Forza Italia, il Pdl. All’interno del partito dobbiamo confrontarci e tenere vive le nostre idee. I nostalgismi li avevamo, del resto, abbandonati da tempo. E Veneziani non vuole certo riproporceli.
Perché dovremmo attendere sotto coperta altre stagioni per rifondare chissà cosa? Vogliamo stare da protagonisti in un grande partito di centrodestra. E riconosciamo a Berlusconi la capacità di aver garantito a tutti noi la libertà di esprimere le nostre idee, in alternativa alla sinistra, nella coerente difesa dei valori identitari. Non possono dire altrettanto quelli che sono rimasti alla corte di Fini, costretti a subire ordini e contrordini all’insegna della confusione. Non è un caso se la gran parte del gruppo dirigente di An, quando si sono creati momenti di discussione, ha scelto la permanenza nel Pdl a strane avventure. Non lo abbiamo fatto per convenienza, ma per convinzione. Perché da un lato c’era ambiguità, subalternità alla sinistra. Dall’altro, la possibilità di essere se stessi condividendo con molti tante battaglie. Che poi si possa fare sempre di più e di meglio per rendere le nostre idee vincenti non c’è dubbio. Come? Raccordando fondazioni e associazioni, confrontandosi con intellettuali d’area, continuando un lavoro di approfondimento che tenga conto di svolte positive come quella di Fiuggi. E poi bisogna collegare i principi di libertà e autorità, rilanciare le battaglie per il presi-denzialismo e la democrazia diretta, attuare il principio di sussidiarietà contro i rischi dello statalismo ma senza rinunciare al ruolo dello Stato pur in una nuova organizzazione federalista, riproporre l’identità cattolica, sostenere il ruolo della nostra Nazione nel mondo.
C’è insomma molto da fare e da dire per chi è di destra nel Pdl. Altro che andare a recitare alla corte di Saviano la parte che la sinistra assegna a chi deve leggere il patetico compitino proposto qualche settimana fa. Peraltro, non abbiamo cavalcato polemiche di tipo personale su alcuni ben noti errori comportamentali di Fini, perché abbiamo voluto concentrare il nostro impegno sugli errori politici da lui commessi negli ultimi anni di An e che ha poi dilatato negli ultimi due anni.
Insomma, nel nostro futuro non c’è l’ ennesimo partitino di destra, ma il rafforzamento del bipolarismo, la riforma della Costituzione, il presidenzialismo. Anche ricordandoci, trai tanti insegnamenti di Tatarella, come guardare ad un orizzonte di centrodestra. È in questa dimensione che vogliamo vivere il nostro impegno, pronti a raccogliere nuovi stimoli, sereni per aver fatto della coerenza la nostra bandiera. Ha ben detto La Russa di aver provato tristezza nel vedere Fini in quella foto del fantomatico Terzo polo, un po’ cattolico un po’ laicista, in cui Casini fa il capo, Sbarbati, Guzzanti e La Malfa fanno i vice e Fini l’invitato alla stregua di un Tanoni qualunque. Non è certo quello il posto della destra. Mentre noi pensiamo di rappresentarla. E lo dimostreremo con chiarezza anche nei prossimi mesi.
(da Il Giornale del 31 dicembre)
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