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SERATA PER LO SCAMBIO DI AUGURI


Per chi crede nei valori della nostra Comunità!
LUNEDI 19/12 ORE 21 C/O AZIENDA AGRICOLA “LA MONTECCHIA”, VIA MONTECCHIA 16, 35030 SELVAZZANO DENTRO (PD). Nella suggestiva cornice dell’azienda agricola del Conte Giordano Emo Capodilista ,l’associazione culturale Destra Veneta,l’associazione Fronte del Cittadino, i dirigenti della Giovane Italia, e i dirigenti del Popolo della Libertà hanno voluto ritrovarsi nella tradizionale SERATA PER LO SCAMBIO DI AUGURI.Per motivi organizzativi ti preghiamo di confermare la tua presenza e quella degli amici che coinvolgerai entro le h.12 di lunedì 19 al numero 339/6380888.

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Ritorno a Mirabello:dal 7 al 10 luglio


MIRABELLO 2011
Dal 7 al 10 luglio si terrà a Mirabello la Festa della Libertà, tradizionale appuntamento del Centrodestra che quest’anno sarà dedicato alle prospettive e al rilancio del PdL e del Governo. Il programma di massima prevede le seguenti tappe: 
Giovedì 7
ore 18: apertura dei lavori con i saluti di Laura Ravetto e Alberto Balboni seguiti da una tavola  
            rotonda con Roberto Maroni, Roberto Formigoni, Adolfo Urso, Pasquale Viespoli, Alberto
            Giorgetti, Silvano Moffa, Andrea Ronchi e Sandro Bondi. 
Venerdì 8
ore 18: intervento di Angelino Alfano;
ore 21: tavola rotonda con Mariastella Gelmini, Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliarello. 
Sabato 9
ore 10: sarà importante la presenza di tutte le delegazioni per il dibattito aperto da Ignazio La Russa,
            Maurizio Gasparri e Giorgia Meloni. I lavori proseguiranno con interventi programmati
           (Denis Verdini, Raffaele Fitto, ecc) e ci sarà, come di consueto, ampio spazio per gli
            interventi per tutto il pomeriggio del sabato e le prime ore della domenica.  
Domenica 10 
Ore 10: proseguimento dibattito e interventi; i lavori si concluderanno con una tavola rotonda a cui
             sono stati invitati Altero Matteoli, Claudio Scajola, Gianfranco Rotondi e Gianni
             Alemanno.
             Alla festa sono stati invitati, inoltre, Giancarlo Galan, Michela Vittoria Brambilla, Mara
             Carfagna, Paolo Romani e Maurizio Sacconi. 

 Per raggiungere Mirabello è consigliabile uscire al casello di Ferrara Nord e seguire le indicazioni per Cento-Modena per circa 10 km. In considerazione del caldo estivo, gli stand del ristorante e delle conferenze saranno ottimamente climatizzati.

In considerazione dell’importanza della manifestazione, che vuole essere un’occasione di riflessione e di rilancio del partito, ci auguriamo la massima partecipazione. strong>Info e prenotazioni cell. 339-6380888

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Solidarietà a Vittorio Aliprandi aggredito dai “soliti” comunisti


ZANON(PDL): SOLIDARIETA’ AL CONSIGLIERE COMUNALE VITTIMA DELLA VIOLENZA COMUNISTA. 
Padova 21/04/2011 – Solidarietà incondizionata al consigliere comunale Vittorio Aliprandi destinatario delle solite “attenzioni democratiche” dei centri sociali. Così si esprime il Coordinatore Vicario del Popolo della Libertà Raffaele Zanon: “Aliprandi era già stato processato dai mass-media poi dal Consiglio comunale ed ora qualcuno è passato dalle parole ai fatti. Una vile aggressione che deve far riflettere profondamente tutta la comunità padovana e condurla ad isolare quanti adottano la violenza come metodo di lotta politica”. “L’aggressione di Aliprandi – sostiene Zanon – è frutto di fenomeni di incitamento all’odio e alla violenza che non vanno mai sottovalutati soprattutto in una città come Padova che ha pagato un duro prezzo nella stagione degli anni di piombo. Bisogna isolare i protagonisti di questi atti e coloro che trasmettono messaggi di istigazione all’odio che rischiano di far attecchire la mala pianta dell’intolleranza che non può avere cittadinanza in Veneto. Farò presente al Questore e al Prefetto di Padova – conclude il Dirigente del PdL – che purtroppo simili fatti non sono nuovi e che situazioni del genere non possono essere sottovalutate perché trovano protagonisti i soliti violenti che da troppo tempo si sentono impuniti e non perseguiti dalla giustizia.”

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Quel pacifista ultrà che odiava Israele.di Fausto Biloslavo


Pipa stile comandante Marcos, berretto alla Lenin con l’inseparabile spilletta della bandiera palestinese, incurante di sfidare gli israeliani come scudo umano di pescatori e contadini nella striscia di Gaza, Vittorio Arrigoni, era un ultrà pacifista. Adesso che è stato ucciso, dai tagliagole dell’Islam duro e puro, lo dipingono come un piccolo eroe dell’informazione o un illuminato cooperante senza paura. Davanti alla sua tragica morte è doveroso abbassare il capo, ma Arrigoni non era il San Francesco di Gaza. Piuttosto un idealista estremo, filo palestinese con i paraocchi, anti israeliano all’eccesso e un po’ anarchico, a tal punto che gli hanno affibbiato «utopia» come soprannome.
L’ho incontrato nel 2009, con le macerie ancora fumanti dell’offensiva «Piombo fuso» contro la striscia di Gaza. Stava in piedi, con l’inseparabile pipa, in mezzo a un campo a 800 metri dalle postazioni israeliane, nella zona off limits. Faceva da scudo umano ai contadini palestinesi e da un momento all’altro mi aspettavo che gli sparassero. Sulle nefandezze di Hamas sorvolava e vedeva solo il «massacro e l’occupazione colonialista israeliana».
Durante i bombardamenti su Gaza ha raccontato in diretta la ferocia della guerra. Più che un giornalista indipendente, un minimo obiettivo, era una fonte preziosa, ma terribilmente di parte.
A Gaza, dove viveva, non faceva il cooperante all’Alberto Cairo, soprannominato l’angelo della Croce rossa internazionale a Kabul. Aiutava, sì, ma alla sua maniera, con uno slancio militante a favore della causa palestinese, che lo ha fatto diventare scudo umano per vocazione e utopista per scelta. I suoi miti erano Nelson Mandela, Ghandi, Martin Luter King, ma su Facebook scriveva cose terribili e astiosamente anti israeliane. Arrigoni è riuscito a prendersela anche con lo scrittore non certo reazionario, Roberto Saviano, che ha osato alzare il ditino a favore della democrazia di Tel Aviv.
Trentasei anni, lombardo, mi spiegava che seguiva le orme «dei nonni partigiani, che sapevano cose fosse l’occupazione nazi fascista» paragonandola a quella della Palestina. Durante la guerra un sito sionista ha incitato l’aviazione israeliana a farlo fuori. Una volta è stato pure arrestato. Ieri c’è chi lo ha salutato con un folle e macabro «arrivederci» sostenendo che ha raccolto «la gratitudine araba».
Da 12 anni Arrigoni girava a sprazzi il mondo come «attivista non violento». Se fosse rimasto a fare l’autista magazziniere dalle parti di Lecco non avrebbe scritto un libro sui massacri, veri e presunti, di Gaza tradotto in quattro lingue. Nella striscia era arrivato nel 2008 con la prima avanguardia della famosa e criticata Freedom flottiglia.
Arrigoni aderiva al Movimento di Solidarietà Internazionale, ong estrema votata alla causa palestinese. Come Giuliana Sgrena e le due Simone in Irak si sentiva probabilmente fra amici a Gaza, che mai li avrebbero torto un capello. Solo ultimamente aveva cominciato a seguire da vicino i blogger anti Hamas, che sognavano un cambiamento nella striscia come in Tunisia ed Egitto. I fondamentalisti non ci hanno pensato troppo a sbatterli in galera.
Antimilitarista convinto Arrigoni probabilmente si rivolta nella tomba davanti alla dichiarazione del capo di stato maggiore dell’Esercito sulla sua morte. Secondo il generale Giuseppe Valotto l’ultrà pacifista era animato «in fondo dagli stessi valori e principi dei nostri soldati e dallo stesso scopo: quello di servire la collettività, sia essa nazionale sia, nel caso specifico, la collettività palestinese». Siamo sicuri che la pensino proprio così i soldati in trincea in Afghanistan stufi marci delle accuse dei pacifisti o delle scritte ignobili come «10, 100, 1000 Nassiryah»?Al di là delle sue idee giuste o sbagliate, Arrigoni ha fatto una terribile fine pure a causa del passaporto che aveva in tasca. Per questo motivo è giusto ricordarlo come un italiano vittima del terrorismo, con la sua frase simbolo: «Restiamo umani, Vik da Gaza City».
www.faustobiloslavo.eu

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